Le Mostre


Le prime mostre sono state pensate per far conoscere l’arte presepistica degli artisti locali, prediligendo coloro che si sono messi in gioco con linguaggi contemporanei, senza tuttavia escludere la tradizione classica dei “figurini”.

Le mostre che si sono susseguite con la media di due per anno fin dai primi mesi di apertura, hanno pian piano rivelato questa particolare vocazione del Museo diocesano in dialogo con l’uomo contemporaneo: da Picasso con le sue acqueforti, alle preziose riproduzioni di abiti storici dello stilista Butera, alle straordinarie pitture di Guccione e di Iudice, ai variopinti pesci di Morales, alle foto di Bufalino e Scianna, di Horvat e Majoli, alle affascinanti figure femminili della Patrizi, agli attualissimi collage analogici dello streetartist Di Grado, i vari linguaggi contemporanei si sono alternati rendendo il museo un luogo di incontro tra le persone, prescindendo dal proprio ambito sociale, politico, culturale e religioso.

pittura

benedetto poma
la teoria delle trasparenze

Antologica
a cura di Carmen Bellalba

23 luglio 2020 | 07 novembre 2021

Dalla Tavola di Vrancke Van der Stockt al Silenzio di Dio di Benedetto Poma, il passo è breve. Un incontro fortunato fra la celeberrima opera fiamminga Il Trono di Grazia — oggi custodita al Museo Diocesano di Caltagirone — e il maestro Poma che ne trae ispirazione per Il Silenzio di Dio.

Ne nasce, quasi come una logica conseguenza l’opera ultima, solo in ordine di tempo dell’artista catanese. Il Silenzio di Dio è quasi l’alter ego (se si vuole azzardare il termine), la parola successiva, del Trono di Grazia e non una mera ripresa di essa stessa.

Dal trono in cui siede glorioso nella Tavola di Van der Stockt, Dio adesso, nell’opera di Poma si ritrae, arretra, sparisce, non è più a reggere quel figlio appena sacrificato per il mondo. Tace Dio, nel fragore di un mondo scomposto, impazzito, ma la sua corona regale è lì sospesa a ricordare la sua eterna maestà e misericordia. La corona di Dio che si contrappone alla corona di spine di Cristo, corona del patimento ed emblema del potere salvifico scaturito dal sacrificio.

Da questa meravigliosa conversazione senza tempo le due opere s'incontrano formando un ponte immaginario fra ieri e oggi, tra il mondo com’era e com’è.
Da tutto ciò nasce l’idea di incorniciare il Silenzio di Dio con una antologica sulla lunga carriera del maestro Poma. Attraverso l’esposizione di alcune delle opere più rappresentative al fine di accompagnare lo spettatore alla conoscenza dell'incredibile parabola artistica di uno dei più significativi artisti del nostro panorama culturale.

Carmen Bellalba


Fotografia d'autore

Oltre

di Salvatore Piluso
a cura di Federica Alba Di Raimondo

21 dicembre 2019 | 5 luglio 2020

La mostra Oltre di Salvatore Piluso a cura di Federica Alba, che così afferma: «La fotografia di Salvatore Piluso, dal 21 Dicembre per la prima volta in una personale al Museo Diocesano di Caltagirone, dopo le capillari e recenti esperienze allestite nella sua giovanile Bologna, possiede il magnetismo della Geografia e la deflagrazione della Storia: attraverso il suo obiettivo ci restituisce la misura della Contemporaneità».

Alla presentazione sono intervenuti l’artista e la curatrice che hanno introdotto alla visita della mostra.

Pittura

dialogo

Le porte del Mediterraneo
di Lucia Stefanetti

14 dicembre 2019 | 12 gennaio 2020

Dopo le esposizioni realizzate nelle diocesi di Agrigento e di Acireale, la mostra Dialogo. Le Porte del Mediterraneo dell’artista Lucia Stefanetti approda a Caltagirone il 14 dicembre presso la Quadreria del Museo diocesano. La mostra si colloca come esperienza di ecumenismo in cui le tre religioni monoteiste si pongono come opportunità di approfondimento e riflessione, proponendo una possibile alternativa di dialogo affidata alle donne.

All’inaugurazione è stata presente l’artista, autrice dell’opera.

Presepe artistico

Stupor firmamenti

Allestimento del Presepe di Bongiovanni Vaccaro

6 dicembre 2019 | 12 gennaio 2020

La mostra dal titolo Stupor firmamenti è dedicata al Presepe allestito attraverso un concept del tutto innovativo. Le statuette in terracotta del Bongiovanni Vaccaro, infatti, sono allestite all’interno della suggestiva cornice della Cappella neogotica. Un percorso in cui l'annuncio degli angeli ai pastori ci spinge a destarci per osservare il cielo. Sarà la luce delle stelle a condurci nella ricerca del Dio-Bambino attraverso un’esperienza visiva, in cui si alternano opportunità di ascolto, di silenzio e introspezione. All’inaugurazione sono intervenuti il Vescovo di Caltagirone Mons. Calogero Peri, l’Assessore alla Cultura Antonino Navanzino e Giacomo Vaccaro, uno degli eredi della famiglia degli artisti calatini autori di molte delle opere presenti nel nostro territorio.

Medphotofest 2019

12 ottobre | 28 novembre 2019

Sicilia Imago Mundi

Il MED PHOTO FEST è un evento dedicato all’arte fotografica che dà spazio sia ad artisti affermati, fotografi professionisti, che ad autori emergenti. Nel giro di pochi anni si è imposto all’attenzione degli esperti del settore ritagliandosi un importante spazio nel panorama nazionale dei festival e dei grandi eventi nazionali dedicate all’arte fotografica. Oggi sempre più seguito e condiviso, grazie anche alla facilità di accesso che le nuove tecnologie digitali permettono, il MED PHOTO FEST mira a consolidare il proprio percorso non solo in termini di numeri ma soprattutto nella qualità dell’offerta garantita dall’autorevole direzione artistica di Vittorio Graziano che ha consentito alla manifestazione di ampliarsi in visibilità e consensi, nonché di pregiarsi della presenza di autorevoli firme del mondo della fotografia.


Fotografia digitale

lines of communication

La via dello Spirito

di Eva

6 aprile | 31 maggio 2019
La mostra dell’artista russa EVA da il via alle attività espositive del 2019 presso il Museo Diocesano.
Giocando con la scomposizione delle forme EVA ci porta oltre la soglia dell’apparenza per entrare in profondo contatto con le immagini. Le ventiquattro opere esposte nella Cappella neogotica, in un alternarsi di luci e ombre, lasciano intendere chiaramente la ricerca del Bello da parte dell’artista, che esprime attraversando e andando a toccare molti generi, dalla pittura al disegno, dalla scultura alla fotografia, i video e la gestione dei suoni.
L’artista russa EVA rappresenta una eccellenza nel panorama degli artisti emergenti nell’arte contemporanea internazionale.

presepe artistico

'u bamminu

Allestimento del Presepe di Bongiovanni Vaccaro
a cura di Sikelia Turismo

3 dicembre 2018 | 31 gennaio 2019

Lunedì 3 dicembre alle ore 19 è stata inaugurata, con una visita guidata a cura di Piero Pitrolo Gentile, la mostra " 'u Bamminu", una installazione artistica di Bongiovanni Vaccaro arricchita da un percorso iconografico sulle origini e le peculiarità artistiche del presepe a Caltagirone.  E' un viaggio nella cultura del territorio, in quell'arte del presepe che ha reso Caltagirone famosa nel mondo.
A seguire  "Le antiche nenie", un breve viaggio tra cultura e tradizione, musica e luoghi, sogni e realtà legati alle ninne nanne, a cura di Giuseppa Alma, psicologa e psicoterapeuta. Subito dopo un momento musicale dedicato a ninne nanne scelte nel rispetto del tema e del luogo a cura dei fratelli Emanuele e Francesco Bunetto, dell'Associazione EMA.


collage analogico

kind

La società contemporanea nei volti dei bambini

di Demetrio Di Grado

24 novembre 2018 | 6 gennaio 2019
Collages che parlano, carte che ospitano volti di bambini pronti ad affermare concetti intensi della vita sociale ma con la forza e la leggerezza dell'infanzia. Sono le opere del palermitano Demetrio Di Grado, classe '76 e calatino di adozione, che compongono la personale Kind dal 24 novembre al 6 Gennaio 2019 presso il Museo Diocesano di Caltagirone.
In Kind, scrive il curatore Francesco Piazza nel testo che accompagna la mostra, "il collage analogico di Di Grado compie un salto indietro nel tempo. Recupera il valore manuale e operoso dell'arte povera, per comporre immaginarie quinte sceniche di quel teatro che è la vita. Egli ferma il tempo e afferma il suo personale messaggio di denuncia. Coprendo gli occhi dei personaggi di questo tempo sospeso e trasformandoli in superfici su cui scrivere, decide di consegnare ai bambini i pensieri più importanti".
Tra il pop, il vintage e il concettuale, in mostra ci saranno più di 20 opere dell'artista che si è fatto strada nel panorama nazionale della street art.


Maioliche

Yehshuah

di Raffaele Boselli

17 novembre 2018 | 31 gennaio 2019

Il 17 novembre presso le sale espositive del Museo Diocesano di Caltagirone, è stata inaugurata la mostra personale del maestro Raffaele Boselli, nativo proprio del capoluogo calatino. La mostra è stata già ospitata a Bergamo, Roma e Betlemme.
Raffaele Boselli ha trascorso la sua vita in un percorso di ispirazione spirituale che, attraverso una magistrale manualità, plasma l'arte. Nella sua carriera si è dedicato alla creazione di presepi e figurini di ogni materiale e di diverse misure.
Nel 1993 gli venne consegnata la targa di "Ambasciatore in Italia e nel Mondo della tradizione presepistica di Caltagirone".
Considerato uno fra i maggiori presepisti italiani, è stato insignito della Medaglia Pontificia (1995) e di quella della Presidenza della Repubblica (1997).
La rassegna inaugurata a Caltagirone porta il titolo di "Yehshuah": un nome - spiegano gli organizzatori - che "affonda le sue radici nella tradizione semitica e che realizza storicamente il significato che porta in sé. La Parola che si incarna nella materia ferita, come se volesse dire qualcosa di nuovo alla storia e sospendere per un istante la frenesia del vivere, permette di scorgere un particolare che altrimenti sarebbe sfuggito all'osservatore distratto: tra le figure sfocate l'occhio coglie la nitidezza dell'imprevedibile e all'improvviso giunge dritta al cuore la consapevolezza di essere amati, la percezione indiscutibile che, nonostante il nostro limite insuperabile, siamo importanti per Dio".


Plenitudo


Eumenidi

Due mostre per ripensare il paradigma Femminile

Plenitudo personale di Valeria Patrizi
Eumenidi 
 collettiva
a cura di Elisabeth Occhipinti

23 luglio | 28 ottobre 2018

 
Il Museo Diocesano di Caltagirone, sotto la Direzione di Don Fabio Raimondi e con la curatela di Elisabeth Occhipinti e Mario Luca Testa, ospiterà due mostre, una personale e una collettiva nel desiderio di offrire una visione articolata della varietà e complessità del paradigma femminile.

PLENITUDO
Riflessione della pittrice Valeria Patrizi attorno al potenziale creativo riservato alle donne: quello di essere madri. Una riflessione condotta attraverso la trasposizione pittorica di alcune delle figure femminili più emblematiche della storia: sono figure la cui maternità ci parla di storie d’amore lontane e di grandezza; il loro riaffiorare dalle tele grezze e macchiate evoca l’idea di voler slegare l’immaginazione da vincoli prestabiliti e offrire la possibilità di poter scoprire la propria verità in ogni opera. Ogni tela rivela la dedizione e il coraggio di essere madri universali, è frammento silenzioso dell’essenza dell’artista, espressione della complessità dei suoi desideri e delle sue intenzioni, tra l’essere e il voler essere.


EUMENIDI
Coro polifonico di 7 artiste coinvolte nel progetto e chiamate al ruolo di coreute: Ilde Barone, Mavie Cartia, Khadra Yusuf, Miriam Pace, Alessia Scarso, Manuela Vargetto e Luciana Perego. Chiamate a riflettere attorno ai temi della discriminazione delle donne nel lavoro, nel welfare, nelle relazioni, sino a spingere la narrazione nei meandri della violenza di genere, attraverso le loro opere e le loro riflessioni - raccolte in una video-intervista curata da Gxlab - abbiamo tentato una narrazione capace di sollecitare un proficuo interrogarsi e di sollevare una comune richiesta di risoluzione alle problematiche indagate. A venire espressa è l’essenza archetipica di maschile e femminile, che è parte integrante del nostro Sè e prescinde dal nostro essere uomini o donne. Lo spazio artistico, inteso come spazio interiore, è spazio sacro, di contatto e di nutrimento. Luogo libero dai condizionamenti, anche culturali, in cui si annullano tutte le differenze ed è possibile vedere emergere il nudo essere umano. Il tipo di rappresentazione che ne verrà, dipenderà dalle singole sensibilità, indipendentemente dall’essere uomini o donne. Per questo, lo spazio dell’arte, viene suggerito a chiunque come pratica privilegiata in cui ritrovare il contatto con se stessi.


Inoltre, un omaggio alla Tenda di Carla Accardi, una vera e propria installazione, accompagnerà la mostra. “Materia Viva”, l’opera che a essa si ispira, rende lo spettatore partecipe grazie alla sua performatività; rimanda alla possibilità di vivere lo spazio come situazione concreta in cui la trasparenza permette di vedere contemporaneamente dentro e fuori. Il Sé e l’Altro. Pone immediatamente dentro la problematicità della situazione: quella di uno spazio intimo e separato, ma aperto alla socialità e alla relazione, alla “viabilità” e alla contaminazione. Un invito allo spettatore a divenire protagonista della propria vita, a relazionarsi con il mondo portando il proprio segno e accogliendo i segni del mondo, e a fare di tutto ciò un’opera complessa e meravigliosa.


 

medphotofest 2018


12 maggio | 10 giugno 2019

transeuntes

Il MED PHOTO FEST 2018, il cui tema è “transeuntes”, verrà arricchito da iniziative culturali curate e realizzate per l’occasione nonché da eventi collaterali, quali l'Incontro con un Maestro Fotografo di rilevanza internazionale (nel 2009 è stata la volta di Ferdinando Scianna, nel 2010 quella di Gianni Berengo Gardin, nel 2011 quella di Franco Fontana, nel 2012 quella di Giuseppe Leone, nel 2013 quella di Nino Migliori, nel 2014 quella di Piergiorgio Branzi, nel 2015 quella di Mario Cresci, nel 2016 quella di Lisetta Carmi e nel 2017 quella di Francesco Cito) con l'assegnazione dell’annuale Premio Mediterraneum per la Fotografia d’Autore.

Nel corso della decima edizione del Med Photo Fest, il Premio Mediterraneum 2018 per la Fotografia d’Autore verrà assegnato al Maestro Frank Horvat, famoso artista di origini croate, residente in Francia, che parteciperà al festival presentando la sua mostra antologica dal titolo “Il mio Trittico”.

Hanno aderito alla rassegna, tra gli altri, presentando, una propria mostra personale, noti fotografi di livello nazionale e internazionale come Alex Majoli che presenterà con “Hotel Marinum”.

Presepe artistico

Presepe e poesia

Allestimento del Presepe di Bongiovanni Vaccaro
a cura di Mario Luca Testa

14 dicembre 2017 | 7 gennaio 2018

Il prezioso presepe ottocentesco in terracotta dipinta a mano, opera dell’artista Giuseppe Bongiovanni Vaccaro, di proprietà della Cattedrale di Caltagirone, era stato trafugato nel 2009 e ritrovato nel luglio del 2013 ad opera della Polizia Stradale di Caltagirone.

I "figurini" che lo compongono erano stati allestiti per la prima volta nella Mostra “Pro nobis Natus” realizzata presso il Museo diocesano durante le festività natalizie del 2013, facendo da fulcro a una serie di presepi di un collezionista calatino, esposti presso la Cappella Neogotica del Museo.

Il presepe è stato allestito con un nuovo concept, che lo inserisce entro un’ambientazione del tutto siciliana, nella cornice dei percorsi espositivi del Museo “Armonie Siciliane”.

Corredato da due testi del poeta Paolo Maura (1638-1711) sul Santo Bambino e sulla Vergine Maria, il percorso espositivo porta all’allestimento dei nove pezzi del capolavoro del Bongiovanni Vaccaro, che vede sullo sfondo una panoramica della città di Caltagirone tratta da una stampa antica. A sottolineare che la nascita del Signore è stato un fatto di cronaca, quattro tappe della vita della Vergine Maria precedenti alla nascita di Gesù, sono collocate lungo il percorso su un tappeto di quotidiani appositamente collocati per segnalare un sentiero da seguire.

 
Maiolica

armonia mediterranea

di Nicolò Morales
a cura di Giampaolo CAGNIN


10 dicembre 2017 | 6 maggio 2018

Il Museo Diocesano Caltagirone, volendo promuovere anche realtà del territorio, ha allestito una mostra dal titolo Armonia Mediterranea con opere di Nicolò Morales, “giovane artigiano molto artista” - come lo definisce il curatore Giampaolo Cagnin – capace di raccontare la propria esperienza umana e artistica, attraverso la vivacità di quelle originali cromie, rese ancora più valide per il superamento del suo daltonismo, proprio perché, piuttosto che vederli, Morales i colori li sente dentro. Anche in questo caso, puntando sulla qualità dell’offerta culturale, il Museo sta collaborando con Santino Carta, Presidente della Fondazione Pio Alferano Virginia Ippolito, per la realizzazione della mostra in Sicilia, già esposta a Castellabate in occasione del premio Pio Alferano 2017.


La mostra Armonia Mediterranea personale di Nicolò Morales realizzata con il patrocinio della Regione Siciliana Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo e del Comune di Caltagirone, è stata inaugurata il 10 dicembre 2017 alle ore 16:00 presso il Salone del Palazzo Vescovile alla presenza del Vescovo di Caltagirone Calogero Peri, del Sindaco di Caltagirone Gino Ioppolo, del prof. Vittorio Sgarbi, Assessore Regionale ai Beni Culturali e Identità Siciliana, di Santino Carta, Presidente della Fondazione Pio Alferano Virginia Ippolito e dell’artista Nicolò Morales.

 
pittura

Armonia dell'infinito

di Piero Guccione
a cura di Giuseppe Iannaccone


3 dicembre 2017 | 6 maggio 2018

Il Museo Diocesano Caltagirone, con l’idea di arricchire la sua offerta culturale e artistica ha deciso - dopo il successo ottenuto dalla mostra di Giovanni Iudice Il rumore del mare - di proseguire nel suo intento di promuovere l’arte siciliana contemporanea riconosciuta anche a livello internazionale, aprendo nuove possibilità di dialogo culturale e di promuovere quindi la mostra del Maestro Piero Guccione, Armonia dell’Infinito, artista riconosciuto in tutto il mondo.
Nelle tele di Piero Guccione, cielo e mare si incontrano, quasi si fondono, ma non si confondono. Le sue opere vanno contemplate e si rimane sedotti, ammaliati da un non so che di spirituale, che fa espandere il cuore fino a pervadere tutto il corpo.
Nel 1972 Leonardo Sciascia delle sue opere scrisse: “Il primo incontro con la pittura di Guccione produce l’impressione di una totale platitude. E abituati come siamo a una pittura che vuole essere altro (e magari tutto, tranne che pittura), un po’ stentiamo a riconoscerla, a riconquistare la nozione… Ma la bella pittura deve essere piatta, come voleva Degas (che la faceva); e la piattezza è divina – cioè peculiare alla pittura, essenza, necessità, ineffabilità – come commentava Valéry (che se ne intendeva)”.

La mostra ha raccolto 30 opere - tra cui anche qualche inedito - e ha raccontato il percorso artistico del Maestro dal 1962 al 2014. Passando attraverso i primi dipinti come Omaggio a F. Bacon, Giardino su muro giallo e A Lenin, alle rondini e alle bimbe bionde, arrivando poi ai dipinti maturi che quasi tolgono il fiato come Paesaggio di punta corvo prima del tramonto o Dopo il tramonto dove “Più che il mare nella sua naturalità è l’idea del mare che credo di proseguire con tutta la carica emozionale che promuove nelle sue infinite variazioni”. Arriviamo infine al 2014 - anno in cui ha realizzato il suo ultimo capolavoro - un’opera dolce dove è impossibile non perdersi con lo sguardo in un gioco di luci e di sublimi colori mai arrivati prima sulle sue tele. “La mano destra, quella che ho sempre utilizzato, non posso utilizzarla come vent’anni fa. Non perché sono invecchiato, ma perché la mano è l’impressione di una serie di impulsi che la mano registra. Gli impulsi” – conclude Guccione – “sono cambiati”. La mostra, con opere provenienti da tutto il territorio nazionale, avrà la direzione artistica di Don Fabio Raimondi, direttore del Museo Diocesano e sarà curata dall’Avvocato e Collezionista Giuseppe Iannaccone, uomo illuminato e di grande supporto che tra l’altro ha favorito, insieme al Presidente della Fondazione Pio Alferano Virginia Ippolito, il trasferimento della mostra di Castellabate presso il nostro museo e ad integrarla con ulteriori opere, tra cui qualche inedito, di importanti collezionisti siciliani.

Ad accompagnare la mostra è stato pubblicato un volume edito dal Museo Diocesano Caltagirone - Armonia dell’infinito - sotto la direzione artistica di Fabio Raimondi e la curatela di Giuseppe Iannaccone che raccoglierà le immagini delle opere allestite in mostra e testi dedicati alla vita e alla poetica dell’artista, nonché una breve biografia.


La mostra Armonia dell’infinito personale di Piero Guccione realizzata con il patrocinio della Regione Siciliana Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo e del Comune di Caltagirone, è stata inaugurata il 3 dicembre 2017 alle ore 18.30 presso il Salone del Palazzo Vescovile alla presenza del Vescovo di Caltagirone Calogero Peri, del Sindaco di Caltagirone Gino Ioppolo, dell’Avvocato Giuseppe Iannaccone, curatore della mostra, dell’artista Sonia Alvarez, compagna di vita di Piero Guccione, di Santino Carta, Presidente della Fondazione Pio Alferano Virginia Ippolito e del Prof. Paolo Nifosì, storico dell’arte.

Dopo gli interventi di introduzione alla mostra, presso il Chiostro del Museo vi sarà lo spettacolo Demetra realizzato dall’Associazione Danza Claudio Licciardi di Caltagirone.

 
pittura

il rumore del mare

di Giovanni Iudice
a cura di Giuseppe Iannaccone


22 luglio 2017 | 6 maggio 2018

La mostra del pittore Giovanni Iudice si pone come continuum della personale Il rumore del mare curata dal collezionista Giuseppe Iannaccone, che si è tenuta a Firenze presso il Palazzo Medici-Riccardi in occasione del ciclo delle rassegne artistiche de La Milanesiana 2017.
All’interno della suggestiva Cappella neogotica del Museo, la forza comunicativa delle opere viene supportata da un allestimento che fa entrare quasi concretamente nel dramma dei migranti, anche attraverso un’ambientazione simbolica del “barcone” in cui le opere sembrano quasi gli oblò di una nave stracolma di clandestini.
Mentre al suo esterno un’imponente e spigolosa istallazione contemporanea sembra prendere vita attraverso la proiezione di immagini simboliche e suggestive; al suo interno diventa “luogo” interattivo in cui è possibile “toccare” con mano l’esperienza della traversata mediterranea: la fisicità degli oggetti, i suoni, le luci fanno di fatti intraprendere un viaggio introspettivo, alla scoperta di nuovi orizzonti possibili di solidarietà umana.


La mostra realizzata con il patrocinio della Regione Siciliana Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo è stata inaugurata il 23 luglio 2017 alle ore 19:30 presso il Chiostro del Museo alla presenza del Vescovo di Caltagirone Calogero Peri, dell'Assessore regionale al Turismo Anthony Barbagallo, del Sindaco di Caltagirone Gino Ioppolo, dell’Avvocato Giuseppe Iannaccone, curatore della mostra e dell’Artista Giovanni Iudice, a ridosso della festività di San Giacomo patrono della Diocesi, che richiama un notevole flusso turistico.
Nell’arco di tempo dell’esposizione sono state organizzate altre iniziative culturali sul tema della mostra, come pure attività didattiche di laboratorio aperte non solo alle scuole ma anche a tutte le fasce di età.
In occasione della mostra è stato realizzato un nuovo catalogo scientifico delle opere esposte.

Teofanie

arcana coelestia

L'irruzione di Dio nella storia

a cura di don Fabio Raimondi

3 dicembre 2016 | 30 aprile 2017

Oltre al percorso museale, Arcana Coelestia accompagna il visitatore lungo un viaggio attraverso alcune delle teofanie dell’Antico e Nuovo Testamento, narrate dall’esposizione di opere popolari, tra cui un gruppo ligneo di un antico presepe della Cattedrale. Un video evocativo rimanda alla presenza di Dio nella vita di ogni uomo, tra passato e contemporaneità, aprendo una finestra introspettiva sull’orizzonte dell’eternità. Il percorso si conclude all’interno dell’alto volume a spirale posto a ridosso dell’uscita, in cui è determinante l’elemento sorpresa: un viaggio sensoriale alla scoperta del mistero del Natale del Signore, immergendosi in un’atmosfera suggestiva, per vivere un’esperienza straordinaria


Bicentenario

Un popolo peregrinante

La diocesi calatina e la sua storia

a cura di don Francesco Brancato

28 maggio | 13 novembre 2016




Inaugurata sabato 28 maggio 2016, alle ore 18:30, presso il Museo Diocesano di Caltagirone, la mostra dal titolo “Un popolo peregrinante. La Diocesi Calatina e la sua storia”. L’iniziativa, promossa nell’ambito del Bicentenario di erezione della Chiesa calatina, consiste in un video multimediale che a più registri e in un inquadramento tendenzialmente ampio, aiuterà a leggere la storia della diocesi contestualizzando ogni avvenimento all’interno di una time line bicentenaria.


fotografia d'autore

il tempo in posa

Immagini di vita siciliana tra 800 e 900

a cura di
don Fabio Raimondi, Sebastiano Favitta e Attilio Gerbino


13 dicembre 2014 | 31 gennaio 2015

È difficile oggi per noi, che soffriamo da un giorno all’altro le accelerazioni e i su e giù della storia, immaginare quale dovesse essere la vita di un borgo alla periferia del Regno, quasi un secolo fa, al tempo dei lampioni.

Gesualdo Bufalino (1920-1996), scrittore e a fiorista italiano


Il Museo Diocesano di Caltagirone con lo scopo di far conoscere e valorizzare la vita siciliana fra XIX e xx secolo presso i nostri spazi, presenta questa mostra fotografica dal titolo “Il tempo in posa. Immagini di vita siciliana tra 800 e 900” con le fotografie di Gioacchino Iacono Caruso e Francesco Meli Ciarcià.

l due autori, come descrive Gesualdo Bufalino autore dell’opera da cui è tratto il titolo della mostra, possono essere definiti tra i primi ad aver immortalalo la Sicilia di questo tempo. Come si nota nell‘opera di Bufalino, i due fotografi si preparano al nuovo secolo, appropriandosi del mezzo espressivo più moderno allora a disposizione. Ne risulta un patrimonio di parecchie centinaia di lastre, ritratti di familiari e contadini o altri personaggi quasi sempre sconosciuti personalmente dai fotografi.

Quello che notiamo attraverso le loro foto è li senso di un profondo rispetto nei confronti del soggetto nei confronti del soggetto fotografato, tanto che anche i più miserabili mantengono una loro dignità serena di fronte a un avvenimento così straordinario come quello di rimanere immortalati per la prima e, probabilmente, unica volta nella loro vita. Il soggetto principale di queste immagini e la famiglia con la sua rigida struttura gerarchica: “… La donna ad occhi bassi o levata in piedi accanto al marito superbo e seduto, par sempre aspetti una funzione subita e comprimaria“. Per una società va perdendo la propria memoria storico-familiare la fotografia si conferma come strumento portante e come stimolo.


terra cotta

Un corpo mi hai preparato

il mistero dell'uomo nel mistero di Dio fatto uomo

di Gianfranco Ridolfo
a cura di don Fabio Raimondi


7 dicembre 2014 | 15 marzo 2015

Questo il titolo della personale del maestro Gianfranco Ridolfo che in occasione della II edizione del "Natale al Museo" sarà inaugurata domenica 7 dicembre alle ore 16,30 all'interno della Cappella neogotica del Museo Diocesano Caltagirone.

La cerimonia di inaugurazione sarà aperta dai saluti di don Fabio Raimondi, direttore del Museo diocesano, seguirà un intervento di don Francesco Brancato, Vicario Episcopale per la cultura, le conclusioni sono affidate a S.E. mons. Calogero Peri, vescovo di Caltagirone.

Secondo don Francesco Brancato, "si tratta di una raccolta di opere dedicata al mistero del Natale, e quindi al mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio, alla maternità divina di Maria Vergine, alla famiglia di Nazareth, alla manifestazione di Cristo al suo popolo e a tutte le genti. Le sculture di Ridolfo, fatte di terra, di argilla, modellate dalle sue mani, rappresentano un immediato richiamo al gesto creatore di Dio che all’inizio di tutte le cose creò l’uomo dalla “polvere del suolo”, secondo il racconto di creazione del libro di Genesi (Gen 2,4b-25), e conservano la memoria della loro origine e del loro destino. In particolare, nel panorama degli artisti calatini Ridolfo rivela un approccio del tutto originale al Presepe, evidente specialmente nel suo sforzo di ricondurre le figure all’essenziale, attraverso pochi ma intensi tratti e segni, grazie all’armonia dei volumi, dei pieni e dei vuoti, all’attenzione per le espressioni e i gesti, in cui non è lasciato spazio al superfluo, ma soltanto alla testimonianza di una presenza che sfugge alla presa, di un anelito che si fa invocazione, di un grido che si fa preghiera. Anche il contesto in cui Ridolfo stabilisce le sue figure, Giuseppe, Maria, il Bambino, alcuni pastori e qualche angelo, sorprende per la sua straordinaria semplicità. A volte una pietra di arenaria, modellata o erosa dall’acqua o dal vento, oppure una radice di ulivo, ricca di passato e di futuro. Dalla visione dell’opera di Ridolfo, in cui viene denunciato il trauma della materia, la sua sofferenza, la sua ansia di redenzione, emerge anche la celebrazione della salvezza realizzata nel mistero del Dio fatto uomo, nel quale ogni uomo può trovare il senso definitivo della sua esistenza, della sua nascita e della sua morte."


Terra cotta

Eroi e antieroi

di Salvatore Scarlatella
a cura di don Fabio Raimondi

14 luglio | 31 ottobre 2014

In mostra al Museo Diocesano Caltagirone trenta opere dello scultore calatino Salvo Scarlatella che raccontano una lunga stagione creativa dell’artista, plasmata dal fascino ancestrale del mito, dalle grandiose azioni degli eroi e dalle ambizioni ironicamente frustrate degli antieroi.
Un ideale viaggio nel tempo che ripercorre epopea mitologica, leggenda e letteratura, nella fitta selva semiotica dell’immaginario occidentale, con incursioni nella sfera culturale contemporanea: uno sguardo amaro al mito ‘decadente’ degli artisti circensi e un approdo alla fantascienza delle saghe cinematografiche.
Oltre alla rassegna di eroi e antieroi profani — fra gli altri Achille, Ulisse, Lancillotto e Don Chisciotte — spiccano temi biblici e figure sacre: dalla Fuga in Egitto, attraverso i temi agiografici e soteriologici di san Giorgio e san Giacomo Maggiore, si giunge alla terribile visione dei quattro cavalieri dell’Apocalisse.
La visita sarà arricchita dalla possibilità di partecipare all’estrazione di un’opera simbolica dell’autore fra i biglietti emessi durante tutta la durata della mostra.


Costumi storici

habitus

di Angelo Butera
a cura di don Fabio Raimondi

6 aprile | 15 giugno 2014

Il Museo Diocesano Caltagirone inaugura l’offerta culturale per l’anno 2014 con una eccezionale rassegna espositiva: una mostra di oltre 30 costumi che narrano la storia della moda italiana ed europea dal Quattrocento alla Belle Époque, frutto di un felice connubio fra la perizia tecnica dei migliori atelier siciliani, specializzati nella manifattura del costume di scena, e una puntuale ricerca storica.

All'interno della mostra Habitus si può ammirare il costume che ricorda il nobile catanese Alvaro Paternò, senatore romano e anbasciatore presso i reali di Spagna, vissuto a cavallo tra il XV e XVI secolo.

Particolarmente elegante sebbene nella sua semplicità, con la variante della tonalità e di altri dettagli, cattura l'attenzione l'abito femminile che ripropone il personaggio di Angelica Sedara, protagonista del celebre romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo, e dell'omonimo film di Luchino Visconti.

Fra gli altri è possibile ammirare l’abito ispirato alla figura dell’avventuriero Giuseppe Balsamo (1743-1795), meglio noto come Conte di Cagliostro, novizio a Caltagirone presso il convento dei Fatebenefratelli nel 1756.

Artefice della ricca collezione di quasi 200 manufatti è il costumista Angelo Butera, che unisce alla passione per la sartoria d’arte – con prestigiose collaborazioni, dalla Casa d’Arte Peruzzi alla Sartoria Sorelle Ferroni, e un curriculum che vanta la partecipazione pluriennale al «Ballo del Doge» di Venezia – anche un forte impegno sociale a favore della ricerca medica, cooperando con il comitato catanese della Lega Italiana Fibrosi Cistica, a cui sarà devoluta una quota del biglietto d’ingresso della mostra.

Da qui anche la scelta del nome Habitus, inteso non solo come ‘abito materiale’, espressione di istanze culturali e sociali sempre mutevoli, ma anche come ‘abito mentale’, attitudine al bene comune che deve diventare una costante della nostra esistenza.


Presepi artistici

pro nobis natus

a cura di don Fabio Raimondi

6 dicembre 2013 | 12 gennaio 2014

All'interno del complesso seicentesco dei Frati Conventuali, nella splendida cornice della Cappella neogotica, una selezione di presepi dalla metà dell'800 sino ai nostri giorni offre l'opportunità irripetibile di rivivere una delle tradizioni artigianali più antiche della città.
Oltre venticinque capolavori di figurinai caltagironesi, provenienti da una collezione privata, tratteggiano un itinerario nella storia novecentesca del presepe in terracotta di Caltagirone.
Fulcro della mostra il pregevole gruppo ottocentesco, in terracotta dipinta, di Giuseppe Vaccaro Bongiovanni (1808-1889), maestro appartenente alla celebre famiglia di artisti. L'opera ‒ trafugata nel 2009 dalla Cattedrale e recuperata nel luglio scorso ‒ si compone di nove figure e rappresenta uno dei più alti esempi d'arte ceramica siciliana, che viene ora restituita alla fruizione e all'ammirazione del pubblico.


ceramica e acquaforti

Picasso | Pan Lusheng:
dialogo con la ceramica

a cura di Annamaria Orsini e Vincenzo Sanfo


28 luglio | 22 settembre 2013

Picasso si accosta alla ceramica in piena maturità artistica, ormai sessantenne, rivisitando alla sua maniera l’arte dei vasi in terracotta che nella penisola iberica subisce le influenze di culture “altre” rispetto a quella europea: il mondo islamico e nord africano e le Americhe di Cristoforo Colombo.Lo testimonia il termine che in spagnolo designa l’arte di “fare vasi”: alfareria dall’arabo fahhâr, terra, fango, a sua volta dall’ebraico hhafar, terra. Nella Bibbia è Dio il grande e sommo “ceramista” che modella e dà vita alla creta umana. E nelle mani del grande genio iberico i vasi in ceramica diventano volti, uccelli, pesci. A sua volta Pan Lusheng eredita una tradizione millenaria che ebbe nella porcellana “bianca e blu” della dinastia Ming (1368-1644), il suo apice. Lusheng, che è nato a Han nel 1962 ed è presidente dell’Università d’Arte e Design di Shandong e membro del comitato direttivo dell’Associazione Artisti cinesi e dell’Associazione cinese di Arti e Mestieri, grazie anche alle conoscenze acquisite durante i suoi studi di antropologia, rinnova profondamente l’arte della ceramica, “graffiando” con i suoi virtuosismi tecnici i suoi vasi, quasi a volerne sprigionare l’energia nascosta. «Pan Lusheng, con la sua libertà d’espressione – spiega il prof. Vincenzo Sanfo che assieme a  Annamaria Orsini ha curato l’allestimento della mostra – ha fatto come Picasso e ha stravolto, rileggendola a suo modo, la decorazione della ceramica moderna in Cina che, dopo di lui, non sarà più la stessa, come è stato per Picasso a Vallauris». L’idea dei curatori è stata quella di mettere a confronto l’esperienza di due grandi maestri che, attraverso la ceramica, hanno trasformato le economie e la storia di due città distanti tra loro, ma pervase dallo stesso spirito: Vallauris in Francia e Zibò in Cina. «Caltagirone si pone, con questa iniziativa, – ha concluso Sanfo - fra queste due capitali della ceramica».


maiolica artistica

dal buio alla luce

di Antonella Ferrisi
a cura di don Fabio ìRaimondi


20 luglio | 30 settembre 2012

Il Museo Diocesano Caltagirone voluto per la cura, conservazione, promozione e fruizione del patrimonio artistico, espressione viva della storia ecclesiale del nostro territorio, fin dalla sua apertura avvenuta tre anni fa, si occupa non solo di far conoscere attraverso l’arte sacra in quanto tale la storia di un passato più o meno lontano, ma si apre anche all’arte contemporanea, a quelle espressioni artistiche che richiamano il “sacro” attraverso percorsi che parlano della storia tra Dio e le sue creature, che parlano cioè di come il messaggio del Vangelo si incarni nella vita concreta delle persone.

In questo contesto si colloca la scelta di accogliere la personale dell’artista emergente Antonella Ferrisi, “Dal Buio alla Luce”. La mostra, che è anche il frutto di una attenta e discreta collaborazione con il Museo Diocesano, già dal titolo lascia percepire la fatica e la gioia di comunicare e condividere attraverso la plasticità delle opere un vissuto carico di “esperienza”, una storia d’amore tra Dio e l’uomo: il visitatore attraverso i sensi, quasi per mano viene così accompagnato a ricalcare le orme di un percorso, che dal buio del limite umano giunge alla contemplazione del Mistero, capace di illuminare anche gli angoli più nascosti dell’esistenza umana.

caolino artistico

presepi

di Dino Cunsolo
a cura di don Fabio Raimondi

24 dicembre 2011 | 29 aprile 2012

La scultura di Dino Cunsolo comunica un senso di rassicurazione, di conosciuto, di riconoscibile. Deriva dall'incontro con la bellezza delle forme, la sapienza della tecnica, l'equilibrio delle proporzioni. Dino Cunsolo è uno scultore vero, che plasma le sagome e definisce i contorni con grande perizia. Quello di Cunsolo è un sacro più della Passione che della Resurrezione, ancora più del Corpo che dell'Anima, dove la plasticità è un punto di partenza, una sorta di proiezione verso l'alto, di spinta, di slancio. Lo stesso caolino, impiegato nella maggior parte delle opere, il suo biancore compatto e surreale, dona alle sculture una sacralità senza compromessi e senza accomodamenti.

Beatrice Buscaroli