Le Mostre


Le prime mostre sono state pensate per far conoscere l’arte presepistica degli artisti locali, prediligendo coloro che si sono messi in gioco con linguaggi contemporanei, senza tuttavia escludere la tradizione classica dei “figurini”.

Le mostre che si sono susseguite con la media di due per anno fin dai primi mesi di apertura, hanno pian piano rivelato questa particolare vocazione del Museo diocesano in dialogo con l’uomo contemporaneo: da Picasso con le sue acqueforti, alle preziose riproduzioni di abiti storici dello stilista Butera, alle straordinarie pitture di Guccione e di Iudice, ai variopinti pesci di Morales, alle foto di Bufalino e Scianna, di Horvat e Majoli, alle affascinanti figure femminili della Patrizi, agli attualissimi collage analogici dello streetartist Di Grado, i vari linguaggi contemporanei si sono alternati rendendo il museo un luogo di incontro tra le persone, prescindendo dal proprio ambito sociale, politico, culturale e religioso.

mostre in arrivo

tecnica mista su carta

soterìa
eternità vestita di carta

02 dicembre 2022 | 31 maggio 2023


La mostra Soterìa - Eternità vestita di carta, che Giorgio Distefano (Ragusa, 1972) presenta al Museo diocesano di Caltagirone dal 2 dicembre 2022 al 31 maggio 2023, propone un percorso con temi e simboli desunti dal linguaggio religioso-popolare, reinterpretati e ricomposti in una dimensione di astrazione estetica e concettuale, partendo dall’utilizzo di cartamodelli per abbigliamento, supporto privilegiato nel lavoro dell’artista.

Gli EX VOTO, i Santi e le visioni presentati in questa occasione, vogliono sfidare l'aria, alludendo al volo leggero e liberatorio che non è consentito all’uomo se non nel sogno. 

Il concetto di Soterìa che la mostra vuole mettere in luce contiene significati ambivalenti che racchiudono anche il senso di attaccamento agli oggetti e al loro potere salvifico, insieme al desiderio di liberazione nella Salvezza, nel tentativo di ri-creare riferimenti visuali che vestano metaforicamente di fragile carta l’inafferabile essenza dell’Eternità. 

L’evento inaugurale si terrà presso la Quadreria del museo alle ore 17:00 del 2 dicembre 2022, alla presenza del Vescovo Mons. Calogero Peri, del Sindaco Fabio Roccuzzo, del direttore del Museo don Fabio Raimondi, del direttore dell’Archivio e della Biblioteca Francesco Failla, dell’assessore alla cultura Claudio Lo Monaco, dell’autore del testo critico Francesco Piazza e dell’artista Giorgio Distefano.


Il cartamodello si configura nella sua duplice natura: quella ludica, come rappresentazione di un microcosmo retto da regole che sovvertono le logiche dell'uso comune e quella metageografica, che lo assimila ad una mappa emotiva che guida lo sguardo attraverso i sentieri impervi della vita, in cui si attua l'eterna disputa tra religione e ragione, tra virtù e peccato, tra fede e agnosticismo."

     Francesco Piazza


Esperienza e narrazione sono il binomio che attraversa questa mostra allestita all’interno della Cappella neogotica già ricca di simboli e ‘memoriali’. Le opere di Giorgio Distefano racchiudono il desiderio di evocare il racconto di guarigione che molti uomini e donne di fede hanno avuto la fortuna di sperimentare nella loro vita, espresso con le categorie dell’estro dell’Artista."

    Fabio Raimondi

giorgio distefano

Giorgio Distefano è nato a Ragusa nel 1972 e ha frequentato e conseguito il diploma all’Accademia di Belle Arti di Firenze, città dove tuttora vive e opera.

In seguito agli studi e dopo avere praticato per diversi anni l’attività di scenografo e costumista, collaborando con compagnie di teatro di ricerca e di danza, ha concentrato la sua ricerca sulla pittura. Questa ricerca si muove in senso trasversale, afferrando stimoli e suggestioni provenienti dall’approfondimento e dalla costante curiosità per le tecniche, nonché dallo studio della resa materica e dei valori ottici legati alla distanza e al senso di astrazione contenuto nella figurazione.

I temi che hanno dominato questo percorso hanno a che fare con il Mediterraneo e i suoi svariati ambiti culturali. lo studio del paesaggio e dei suoi inevitabili intrecci con gli insediamenti umani vuole evidenziare, da un lato, l’inevitabile perdita di identità territoriale - nell’abuso e nelle superfetazioni architettoniche che uniformano le specificità dei luoghi - dall’altra parte, la caratterizzazione degli stessi, nella mescolanza contraddittoria di stilemi, simbologie e dominanze naturali ineluttabili.

La sua sperimentazione tecnica varia dall’utilizzo di colori a olio, stucchi e acrilici su tela e tavola, alla carta, nello specifico quella dei cartamodelli per abbigliamento, utilizzati in maniera “impropria”, sfruttando la forza della geometria prestampata come base di partenza per la “messa a modello” di luoghi- ritratto, evocati dalla memoria e ancorati all’attesa e all’aspettativa di una trasfigurazione pittorica inesorabile. l fascino della geometria, nascosta o palesata, si fonde così ad atmosfere pittoriche brumose e contrastate, nella profondità di visioni sospese in un misterioso labirinto di segni.

Ha tenuto diverse mostre personali in gallerie e spazi pubblici e privati, in Italia e all’estero, tra cui il Museo della Cultura Bizantina di Salonicco - Grecia; Zit-Dim Art Space di Tainan - Taiwan; Museo di Arte contemporanea Palazzo Belmonte-Riso - Palermo; Phoenix Ancient City Museum di Fenghuang, Hunan - Cina; Parlamento Europeo di Bruxelles - Belgio; Casa Danzante di Praga - Repubblica Ceca; Art Hotel di Zamosh - Polonia; Agora|Z Palazzo Strozzi a Firenze; KPMG a Milano; Palazzo Montesano a Chiaramonte Gulfi; Palazzo Zacco a Ragusa; Cantine Florio di Marsala(TP); Gran Caffè Letterario Giubbe Rosse a Firenze; Palazzo Farnese di Ortona - Chieti; Galleria Civica Franco Libertucci di Casacalenda (CB).

Ha preso parte a numerose collettive, residenze d’artista e rassegne in Italia e all’estero tra cui si segnalano Italian contemporary Art of cross-cultural vision, a cura di Zhang Yidan a Fenghuang - Cina; “Who can give us Peace, International Union of Artists for Peace” al Parlamento Europeo di Bruxelles; WAAG - We are all Greeks, mostra per il bicentenario dell’Indipendenza greca, a cura di Francesco Piazza, Museo della Cultura Bizantina - Salonicco, Grecia | Museo d’Arte contemporanea Palazzo Belmonte Riso - Palermo; Visioni Oblique - Libri d’artista, Libri oggetto, Fototesti per il Belìce, a cura di Cristina Costanzo, Museo delle Trame Mediterranee Fondazione Orestiadi - Gibellina (TP); “Alter - Volti di luce e terra”, a cura di Martina Cavallarin, Giusi Diana, Eleonora Frattarolo e Cecilia Freschini, a Chiaramonte Gulfi.

Nel 2017 è stato selezionato per il progetto “Giovani artisti a confronto. Cina e Italia”, a cura di AACI Italia, presso l’ART A.C. Museum di Pechino.

E stato finalista Arteam Cup Contemporary Art Prize, II ediz. Palazzo del Monferrato - Alessandria; finalista Premio Carlo Bonatto Minella 2015 - Rivarolo Canavese, Torino e Praga; terzo classificato Premio Janua, Museo di Sant’Agostino di Genova; menzione e finalista Premio Cromica 2012 - Bibbiena (AR); finalista Biennale Premio Artemisia - Falconara (AN); finalista Premio Occhi per l’Arte contemporanea – Migliarino (FE); primo premio della critica alla pittura, LVI edizione del Premio per l’Arte contemporanea Basilio Cascella (Palazzo Farnese, Ortona - Chieti).

Sue opere sono presenti in collezioni private e pubbliche in Italia e in Europa e inoltre negli Stati Uniti, Emirati Arabi e Cina.

Mostre personali:

2022: Dialogo Inverso: Orientarsi tra le macerie. Giorgio Distefano | Ettore Pinelli, a cura di Mattia Lapperier, Galleria Cartavetra - Firenze

2020: The Emotional Maps, a cura di Singintherain.Studio, presso ZIT-DIM Art Space Gallery di Tainan - Taiwan

2019: Fogli di Pietra, catalogo con testo critico di Antonella Huber, a cura e presso galleria Cartavetra - Firenze

2018: Geografie sentimentali - Giorgio Distefano e Marilina Marchica, a cura   di Cristina Costanzo, 091 Art Project C/O Rizzuto Gallery - Palermo

          Geografie dell’anima, a cura di Sergio Tossi, Egg Visual Art - Livorno

2017: La rosa dei venti - Giorgio Distefano e Flavia Robalo, galleria Sensi Arte, Colle di Val d’Elsa (SI) 

            Emotional Maps, a cura di Ciro Inserra, Over Art Studio - Empoli (FI)  

          Ex Voto Suscepto, a cura di Michele Bellamy Postiglione, presso Studio Bong - Firenze     

2016: Cartografie, Giorgio Distefano - Francesco Chiacchio, doppia personale presso galleria Cartavetra - luogo per le arti, Firenze

          Giorgio Distefano in KPMG, Art Corner MARCOROSSI Arte Contemporanea, testo critico a cura di Antonio D’Amico, presso KPMG - Milano

          Human Landscape, a cura di Forme Art, Cantine Florio, Marsala - TP    

2014: Isola in luce, a cura di Teresa Lucia Cicciarella, Palazzo Montesano - Chiaramonte Gulfi (RG); Palazzo Zacco - Ragusa

          Stati di luce, Agora|Z Palazzo Strozzi, Mandragora, presentazione a cura di Teresa Lucia Cicciarella - Firenze

2013: Forme Rivelate, a cura di Caterina Toschi, Co2 Atmosfera Creativa, Firenze

2012: La prospettiva dell’arancia, Diladdarte 2012, Dhai Studio Atelier -  Firenze

2011: In viaggio, Gran Caffè Letterario Giubbe Rosse – Firenze

2010: Le stanze comunicanti-5 Premio Italia per le Arti Visive di Eco d’Arte         Moderna, Ex Fornace Pasquinucci, Capraia Fiorentina (Firenze)

2009: Terra e Cielo, Albergaccio del Machiavelli, Sant’Andrea in Percussina, (FI)

Principali esposizioni e partecipazioni:

2022: ΓΗ ΜΝΗΜΗΣ - In memory land, 100 anni dalla catastrofe dell’Asia minore, a cura di Francesco Piazza, Museo dei Profughi, Neapolis-Sykeon - Salonicco, Grecia

          Frazioni di infinito, a cura di Giovanni Scucces, SACCA - Contenitore di sicilianità, Pozzallo (RG)
        Inside the Myth, a cura di Francesco Piazza, con il contributo dell’Istituto di Cultura di Atene e della Comunità Ellenica Siciliana Trinacria, Mulino di Pappas, Larissa - Grecia

          Visioni Oblique - Libri d’artista, Libri oggetto, Fototesti per il Belìce, a     cura di Cristina Costanzo, Museo delle Trame Mediterranee Fondazione Orestiadi - Gibellina (TP)

            MuziArt Taipei 2022, a cura di Studio Singintherain, Sheraton Gran Hotel Taipei - Taiwan

              Around the Sun | Attorno al Sole, a cura di Badia Lost & Found, Palazzo Beneventano - Lentini (SR)        

2021: WAAG - We are all Greeks, mostra per il bicentenario dell’Indipendenza greca, a cura di Francesco Piazza, Museo della Cultura Bizantina - Salonicco, Grecia | Museo d’Arte contemporanea Palazzo Belmonte Riso - Palermo

          Spring Collection, a cura e presso CRAG Home Gallery - Torino

          Spring Contemporary Art Salon, Auction Center, Taipei - Taiwan

          Pond Exhibition - Blue, a cura di Studio Singintherain, Garden City Bookstore, Taipei - Taiwan

2020: 40 days - Artisti in quarantena, a cura di Mattia Lapperier, Associazione Quasi Quadro - Torino

Uno per ciascuno, a cura di e presso galleria Cartavetra – Firenze

Zines – Sicily in twenty zines, a cura di Giuseppe Mendolia Calella,

Eglise - Palermo

2019: Venti Contemporanei, Festival di arte contemporanea, II ed. a cura di Virginia Glorioso, Cereggio (RE)      

          Migliandolo Arte Contemporanea, residenza artistica a cura di Lorenzo Canova e Claudio Mogliotti, presso Antica casa Nebiolo, Migliandolo

          Icone. Tradizione/Contemporaneità, a cura di Francesco Piazza e Giovanni Travagliato, Museo Diocesano di Monreale, Palermo

          Segno Contemporaneo, a cura di Yuan Leping, presso Museo Bellini - Firenze e DingYuan International Art Center - Pechino, Cina  

          La risposta dell’amore, a cura di Francesco Piazza, Cantieri Culturali della Zisa - Palermo  

2018: Rebis - Materia prima, a cura di Cartavetra, all’interno del progetto Hidden-Hub, organizzato da Ashtart Creative, in partnership con ArtVerona, Palazzo Contarini Vanzetti - Verona

          Italian Contemporary Art of cross-cultural Vision, a cura di Zhang Yidan e Ye Wenzhi, Museo dell’antica città di Fenghuang, Hunan - Cina           

          ACINQUE. Un archivio di Immagini e parole per la Sicilia, a cura di Balloon - Giuseppe Mendolia Calella, Oratorio di San mercurio, Palermo

          Ad Oriente, a cura di Annamaria Restieri e Giorgio Cattani, Fabula project, Ferrara

          ToskaniArte, a cura di Joanna Brzescinska-Riccio e Giuseppe Joh Capozzolo, Arte Hotel di Zamosc - Polonia

          Rosy for ever #manifistinu, a cura di Francesco Piazza, Border Line - Palermo

2017: Omaggio a Salvo Monica, a cura di Francesco Lauretta, ex chiesa di Sant’Anna, Ispica - RG                              

2016: Sfacciati, a cura di Andrea Guastella, Palazzo Zacco – Ragusa

          Giovani artisti a confronto. Cina e Italia, a cura di AACI Italia, ART A.C.Museum di Pechino, Cina

            Spazi. Dentro e fuori i limiti, a cura Barbora Mastrlovà, Galleria Art Salon S, Casa Danzante di Praga - Repubblica Ceca

2015: Kosmos, progetto a cura di Site Specific, Museo del campanile di Santa Maria la Nova - Scicli (RG)

          ART PRIZE CBM, Premio Carlo Bonatto Minella, III ediz. Torino - Praga - Londra, a cura di Areacreativa 42, Rivarolo Canavese - Torino

            La camicia nell’arte e nel linguaggio, a cura di CNA Marche, La Congrega e Librare, Museo Archeologico Nazionale delle Marche - Ancona

2015: Who can give us Peace, Mostra Internazionale delle Opere degli Artisti per la Pace, Spazio Yehudi Menuhin, Parlamento Europeo di Bruxelles - Belgio

2014: Dalle Tenebre alla Luce, Sovrintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Ragusa, Ex Cinema Ideal, Ragusa (RG)

2014: #collettiva.5, spazio.aperto.artecontemporanea, Lipari (ME)

          Mani, Spazio Ben pop-up Gallery, San Gimignano – Siena

          International Art Prize Janua, collettiva dei finalisti, Museo di Sant’Agostino – Genova

2013: ORADARIA, a cura di Michele Bellamy Postiglione, Ex Carceri al Castello, Lipari - Messina

          Fondazione Robert F. Kennedy Center for Justice and Human Rights, esposizione permanente area accoglienza - Firenze          

2012: 50’s to 70’s, collettiva Galleria Mercurio Arte contemporanea, Viareggio (Lucca)         

        En touto Nika, Galleria Merlino, Ex Murate, Firenze

        XI/XII B.C. International Art Festival Ar[t]cevia, collettiva Premio B. Cascella, Sala Ex cappuccini, Arcevia - Ancona

        Collettiva del Premio Cromica II Edizione, Palazzo Comunale Bibbiena, Arezzo

        Collettiva del Concorso di pittura Merlino, I edizione, Galleria Merlino Bottega d’Arte, Complesso delle Murate, Firenze

        Collettiva del Premio Cascella LVI Edizione, Palazzo Farnese, Ortona-   Chieti

       Collettiva del Premio per l’Arte contemporanea Paola Occhi I edizione, Migliarino – Ferrara

2011: Teleporto - Arte fuori onda, Aula del Mare – Ancona

        XLI Mostra all’aperto Gruppo Donatello, Firenze

        Installazione collettiva per i 150 dell’Unità d’Italia, Spazio IAC,   Impruneta -FI

        URBANA! -L’Arte, la città, le idee- a cura di ArteOltre, Caffè Letterario, Roma

2010: Acquisizione dell’opera Veduta da parte della Galleria di Arte moderna     e contemporanea Telesiamuseum, Comune di San Roberto (RC)        

        Concorso per il Centenario della Fondazione del Manifesto Futurista, partecipazione e terzo premio al Caffè Giubbe Rosse, Firenze

          

Premi e riconoscimenti:

2016: Finalista Arteam Cup Contemporary Art Prize, II ediz. Palazzo del Monferrato - Alessandria

2015: Finalista Premio Carlo Bonatto Minella, III ediz. Torino - Praga - Londra, a cura di Areacreativa 42, Rivarolo Canavese - Torino

2014: Terzo premio nella I Edizione dell’International Art Award Janua, Museo di Sant’Agostino – Genova

2013: Vincitore del Concorso per la realizzazione del Palio dipinto per il CX Balestro del Girifalco, Società dei Terzieri Massetani, Massa Marittima - Grosseto

2012: Primo premio della critica alla pittura Premio per l’Arte contemporanea   Basilio Cascella LVI edizione, Palazzo Farnese, Ortona - Chieti

           Menzione speciale della critica Premio Cromica II edizione, Bibbiena -     Arezzo

          Terzo premio Concorso di pittura Merlino, I edizione, Galleria Merlino Bottega d’Arte, Complesso delle Murate - Firenze 

          Finalista Premio per l’Arte contemporanea Paola Occhi, I edizione       Migliarino - Ferrara

          Finalista Biennale Premio Artemisia 2012, Mole Vanvitelliana, Ancona

2010: Finalista e terzo premio Concorso per il Centenario della     Fondazione del Manifesto Futurista, Gran Caffè Giubbe Rosse -     Firenze  

2009: Finalista e premio mostra personale XXIV edizione Premio Italia per le   Arti Visive, Ex- fornace Pasquinucci, Capraia, Firenze

Collezioni:

Phoenix Ancient City Museum di Fenghuang, Hunan – Cina

International Union of Artists for Peace, Pechino – Cina

Galleria Civica Franco Libertucci di Casacalenda – Campobasso

Galleria di Arte moderna e contemporanea Telesiamuseum, San Roberto - Reggio Calabria       

Gran Caffè Letterario Giubbe Rosse, Firenze

Giorgio Distefano

Via Sallustio Bandini, 4   50134 - Firenze

Cell: +39 328 8495667   Email: giodistefano@hotmail.com

P.I: 01394320889

Sito Web: giorgiodistefano.wix.com/giorgiodistefano

Tecnica mista

tra il visibile e l'interiore

di Valeria Patrizi e Giulia Speranza
a cura di Marta Blandini e Elettra Bottazzi

16 dicembre 2022 | 04 giugno 2023


La casa, le relazioni, gli spazi che viviamo, la natura, sono parte di ciò che, quotidianamente, ci circonda. Negli ultimi anni tutto ciò ha avuto maggiore rilievo nelle nostre vite, prendendo maggiore consapevolezza della nostra intimità e del valore del tempo, così come della sua infinita mutevolezza e fugacità. Ogni cosa è soggetta al mutamento e allo scorrere del tempo. Ritrovarsi significa vivere i nostri legami come momento unico, individuale ed intimo. È proprio per questo che ci evolviamo nel corso della vita attraverso connessioni che si rafforzano e consolidano, si perdono o si sgretolano, portandoci, di conseguenza, a realizzarne delle altre. Ci leghiamo a qualcosa o a qualcuno, ci uniamo e ci separiamo, alimentiamo e creiamo nuove relazioni: un intreccio infinito.

In “Tra il Visibile e l’Interiore”, mostra di Valeria Patrizi e Giulia Spernazza a cura di Marta Bandini ed Elettra Bottazzi, le artiste indagano il concetto di legame, entrambe con il proprio linguaggio artistico e la propria interpretazione. Creano opere attraverso una molteplicità di materiali grezzi e sensoriali per rievocare il costituirsi di unioni materiche, per ricordare e ritrovare ricordi ed emozioni.

Valeria Patrizi, lavorando sulla condizione degli opposti, affronta la ricucitura del legame perso, ferito, che scaturisce nell’incontro tra due parti: l’io e l’altro, il noi e la natura. L’artista riflette sul tema ricucendo con il filo e colla pezzi di tele in cotone, e segna, con una matita, la linea sottile tra le opere come congiunzione tra le parti. Come ricordi che emergono e vengono legati l’uno all’altro, rievocano un prezioso spazio di incontro tra essi e la natura. La Patrizi, attraverso il gesto della sutura richiama l’antica tradizione del cucito, elemento caratteristico della vita domestica di un tempo e momento imprescindibile di interazione tra generazioni.

Giulia Spernazza affida la sua ricerca all’utilizzo di materiali della realtà domestica: il cemento bianco, scelto simbolicamente dall’artista, come elemento di costruzione della casa che abitiamo e, quindi, sinonimo di solidità e stabilità; feltri, ovatta e frammenti di indumenti o panni ricamati che, usurati, cristallizzano il tempo e la storia degli affetti che li ha attraversati. Questi elementi fusi in un unico legame, in una unica opera, ci riportano alle corde più intime e familiari del nostro vivere. Le opere della Spernazza immergono lo spettatore nella dimensione degli affetti e della realtà
casalinga entrando in stretto dialogo con la memoria e con i nostri ricordi.
Ph Manuela Giusto

Un continuo processo di risanamento e di rammendo unisce il fare delle due artiste per curare e creare nuovi legami e intrecci tra individui, oggetti e natura, per sancire l’inizio di nuove storie da raccontare.

"Due artiste che, pur nella diversità stilistica e dell’utilizzo dei materiali, si cimentano in una rete di relazioni comunicative date dall’intreccio delle esperienze professionali e umane, mettendo in connessione progetto e manufatto, spirito e materia. Attraverso il canale dell’arte la narrazione riesce così a restituire all’osservatore un’opportunità di riflessione sull’importanza delle relazioni personali."

Fabio Raimondi


Ph Manuela Giusto

giulia spernazza

Giulia Spernazza, (Roma, 1979) nel 2008 si laurea in Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Collabora ed espone in modo permanente presso diverse gallerie, tra le quali la Galleria d’Arte Faber (Roma), la Galleria Artistica (Forlì), AM Studio Art Gallery (Napoli), la Galleria Lazzaro (Genova) e SCD Textile & Art (Perugia). Numerose sono le partecipazioni a premi e mostre collettive e tra le principali nel 2012 si ricordano il Premio Adrenalina 2.0 presso il Macro Testaccio la Pelanda di Roma e la Mostra Collettiva L’Intimo mistico dell’Opera al Museo Centrale Montemartini sempre a Roma. Nel 2013 viene invitata al 64° Premio Michetti La bellezza necessaria, Museo Michetti (Francavilla al Mare) e nel 2014 partecipa ad un’altra edizione del Premio Adrenalina 3.0 presso il Macro Testaccio la Pelanda (Roma). Rilevanti anche le partecipazioni nel 2019 alla mostra collettiva Ex Voto per arte ricevuta presso il Museo Marino Marini (Firenze), al Premio Arteam Cup, Villa Nobel (Sanremo) e alla IV Biennale del libro d’Artista presso la Fondazione Monti uniti di Foggia. Realizza alcune bipersonali, come Il coraggio dell’abbandono alla Galleria d’Arte Faber (2015) e Cosimo presso la Galleria RvB Arts di Roma (2018). Le esposizioni personali invece, annoverano nel 2018 “Natura pura” alla Galleria d’Arte Faber; nel 2020 Strati d’animo, a cura di Anna Lisa Ghirardi, presso il MuSa (Museo di Salò) e Memories to preserve, a cura di Barbara Pavan e Susanna Cati, alla Galleria d’Arte SCD Textile & Art (Perugia); nel 2021 Vulnerabile, a cura di Cristian Porretta, presso la Galleria d’Arte Faber. Nel 2021 realizza un’installazione site-specific per la mostra Terrapromessa, a cura di Barbara Pavan, nell’ambito del Festival IlluminAmatrice. Nel 2022 partecipa alla Mostra The Soft Revolution”, 25WTA World Textile Art, a cura di Barbara Pavan, presso il Museo del Tessile di Busto Arsizio ed espone alla personale “MUTEVOLE”, a cura di Barbara Pavan, presso F’Art spazio arte contemporanea a L’Aquila. Le sue Opere sono state acquisite dal Museo Michetti (Francavilla al Mare) e dalla Civica Raccolta del Disegno di Salò (MuSa).

valeria patrizi

Valeria Patrizi (Roma,1979), la sua formazione è strettamente legata al mondo del restauro. Nel 2016, infatti, ottiene la qualifica di collaboratrice restauratrice di Beni Culturali e nel 2009 conclude il corso triennale di restauro del dipinto e dell’affresco presso la Scuola di Arti Ornamentali “San Giacomo” di Roma. In seguito ad un primo approccio accademico alla pittura, risultato di studi approfonditi presso l’Accademia di Belle Arti della Capitale, Valeria Patrizi ricerca una dimensione pittorica innovativa e personale: una combinazione tra l’essenzialità delle forme unita alla matericità delle grandi tele che vengono lavorate senza telaio e con l’utilizzo di caffè, thè e bitume. Ciò che ne scaturisce è un’attenzione costante alla figura umana, in particolare a quella femminile, portatrice di una verità profonda, in grado di mutare costantemente tra desiderio e concretezza. Oltre alle numerose partecipazioni a mostre collettive e fiere, tra le esposizioni personali si ricordano: nel 2016 "Souvenir" alla galleria Amaneï di Salina; nel 2017 "Una stanza tutta per sé" alla Galleria Nardi di Roma; nel 2018 "Plenitudo" al Museo Diocesano di Caltagirone, "Amor mi mosse" nel Palazzo del Pegaso sede della Regione Toscana a Firenze e "Se fioriscono i melograni"  presso la Fondazione Marco Besso di Roma; nel 2020 "M’è dolce naufragar" al Faro di punta Lingua a Salina e  "Demetra in fiore" in Palazzo Ferretti a Cortona. Nel 2022 realizza la personale "Baja California" presso la galleria Amaneï di Salina e "Donne di Mare", presso VivereArteGallery di Wiesloch (Germania).

 

MOSTRE CORRENTI

fotografia d'autore

l'arte dell'incontro
la fotografia brasiliana contemporanea

16 ottobre | 18 dicembre 2022

La fotografia d'autore brasiliana approda al museo diocesano con un elenco d'autori di tutto rispetto: Marcio Scavone, Ulla von Czékuz, Danny Bittencourt, Uiler Costa Santos e Márcia Charnizon al primo turno dal 16 ottobre ed Eustáquio Neves, Ilana Bar e Delfina Rocha dal 20 novembre al 18 dicembre 2022.

archivio mostre

MAIOLICHE DEVOZIONALI

LE QUARTARE VOTIVE
DELLA MADONNA DEL PONTE


27 maggio | 22 agosto 2022
Cappella Neogotica del Museo Diocesano Caltagirone


Dopo l’inaugurazione della mostra permanente della corona aurea avvenuta il 25 marzo scorso presso la sezione mariana del Museo diocesano, adesso si aggiunge un’importante tappa del progetto pastorale e culturale sulla devozione mariana in Caltagirone, che sarà presentato in occasione di una giornata di studi presso la Quadreria del Museo il prossimo 27 maggio 2022 alle ore 17:30. A seguire presso la Cappella neogotica, sarà inaugurata la mostra “Le Quartare votive della Madonna del Ponte” provenienti dall’omonimo Santuario diocesano. I manoscritti, i documenti e le pubblicazioni di testimonianze di grazie e miracoli saranno esposti nella sezione archivistica e libraria.


Un usanza molto sentita è costituita dall’offerta di una “quartara” , su cui è raffigurata la Madonna del Ponte o la sua apparizione, da parte dei ceramisti calatini, che in questo modo, a turno, dimostrano la loro devozione per la Regina del Ponte.

Don Francesco Di Stefano

Video racconto dell'apparizione

A cura dell'Ufficio diocesano per le Comunicazioni Sociali

COMPAGNIA DEGLI ARTISTI

VERBA MANENT

DEVOTIO | BOLOGNA, 19-21 GIUGNO 2022

Domenica 19 giugno 2022, il Museo Diocesano Caltagirone sarà coinvolto nella mostra Verba Manent, dedicata al tema della "Parola" che si inaugurerà nel contesto di Devotio, l'esposizione internazionale di prodotti e servizi per il mondo religioso che si tiene annualmente presso BolognaFiere.
La mostra Verba Manent, che conta sulla collaborazione di 7 istituzioni ecclesiastiche e 11 artisti contemporanei, propone opere di arte del presente indagando il rapporto tra parola e immagine.
L'evento è promosso dalla "Compagnia degli Artisti", gruppo nato nel 2021 con l'obiettivo di condividere le proprie conoscenze, creando momenti pubblici di riflessione e dibattito, organizzando eventi espositivi e aprendosi a nuove collaborazioni e contributi.

Orari di visita: 19-21 giugno | ore 9:30-18:00


FOTOGRAFIA D'AUTORE

BLOCCO 200 ANIME SOSPESE

Arianna Di Romano e i ragazzi della Casa Circondariale di Caltagirone


10 dicembre 2021 | 27 febbraio 2022
Sale Argenti e Paramenti


La dove non è permesso osservare dall’esterno questa mostra ci permette invece di avere uno sguardo dal punto di vista di chi è obbligato dalla giustizia a vivere dentro le chiusure rappresentate dalle potenti strutture in cemento armato. Un modo per suscitare la riflessione su questa realtà che si pensa lontana, ma che invece è a due passi da noi e merita la nostra attenzione. In un tempo dell’anno tra i più sentiti dalle nostre comunità come il Natale, il nostro cuore dovrebbe fare spazio al Signore che viene, accogliendolo soprattutto in quelle persone che maggiormente vivono situazioni di disagio e fragilità.

don Fabio Raimondi


PITTURA

DONATION
LA MACROTUMIA DI DIO DALLE MANI DI EMADI

Il Museo diocesano, nel contesto delle attività culturali del MAB, si prepara a vivere un altro evento legato all’arte contemporanea del nostro territorio con la mostra della generosa donazione dell’artista calatino Emanuele Di Stefano in arte Emadi.


9 aprile | 15 maggio 2022
Cappella Neogotica
Ancora una volta l’arte ci consente di penetrare il mistero della redenzione, attraverso le mani sapienti di Emadi che, attraverso i tratti semplici e i colori accesi delle sue opere, consente all’osservatore di entrare con immediatezza nella narrazione artistica del rappresentato.

   Don Fabio Raimondi

info

Il Museo diocesano, nel contesto delle attività culturali del MAB, si prepara a vivere un altro evento legato all’arte contemporanea del nostro territorio con la mostra “DONATION. La macrotumia di Dio dalle mani di Emadi”, frutto della generosa donazione dell’artista calatino Emanuele Di Stefano in arte Emadi.

Sono 17 le opere a tema sacro — 2 con la tecnica dell’olio su tela e tavola e 15 pastelli a olio su cartoncino — con le quali l’artista vuole esprimere la sua gratitudine nei confronti dell’Amore attraverso il sacrificio del Figlio di Dio.

Donation esprime, infatti, il duplice significato della donazione dell’artista al Museo e del Dono di sé da parte di Cristo Gesù, secondo il concetto biblico di “macrotumia”, ovvero il sentire in grande di Dio tradotto più semplicemente con il termine di magnanimità. Ancora una volta l’arte ci consente di penetrare il mistero della redenzione, attraverso le mani sapienti di Emadi che, attraverso i tratti semplici e i colori accesi delle sue opere, consente all’osservatore di entrare con immediatezza nella narrazione artistica del rappresentato.

La mostra allestita nella Cappella neogotica sarà fruibile dal 9 aprile al 15 maggio 2022.

L’evento inaugurale si terrà presso la Quadreria del Museo sabato 9 aprile 2022 alle ore 17:30, proprio alla vigilia della Settimana Santa come tempo propizio per riflettere sul Dono d’Amore più affascinante della storia.


letteratura | ceramica | pittura

iubilea
sturzo in omaggio a dante

santina grimaldi | Emanuele Guzzardi
visioni della comedìa di alighieri


19 dicembre 2021 | ore 17:30

Cappella Neogotica del Museo Diocesano


A partire dagli scritti che Sturzo dedica alla Divina Commedia, da lui stesso definita come la più singolare tra le opere d’arte del genio umano, è stata pensata una mostra in cui le “parole dantesche” del sacerdote di Caltagirone introducono opere d’arte contemporanea in ceramica e pittoriche. Le sculture appositamente realizzate dall’artista Santina Grimaldi capace di plasmare la materia in forme visionarie e oniriche, sono accostate alle opere pittoriche di Emanuele Guzzardi che, con i suoi linguaggi astratti, fa immergere nell’immaginario che oltrepassa la stessa cifra dantesca, lasciando che il visitatore entri direttamente in relazione con le opere e con quello che esse vogliono comunicare.

Don Fabio Raimondi


Le riflessioni che Sturzo dedica a Dante non sono mai occasionali digressioni ma attraversano gran parte del pensiero e dell’ideologia del sacerdote calatino. L’amore per la patria, la dura esperienza dell’esilio, i rapporti tra potere temporale e potere spirituale, la poesia come sublime arte per rappresentare la perenne universalità dell’uomo, sono temi danteschi che Sturzo riprende spesso nei sui scritti (La vera vita, Problemi spirituali del nostro tempo, Chiesa e Stato) e nei carteggi con il fratello Mario, fino a dedicare ben tre saggi, di cui uno in inglese, alla propria visione della poesia della Divina Commedia. Conoscere questi scritti ci consente di comprendere più a fondo la straordinaria fecondità e il vigore intellettuale di Luigi Sturzo.

Francesco Failla


Fotografia d'autore

storie di donne e varia umanita'

17 ottobre | 5 dicembre 2021

Storie di Donne e varia Umanità è il tema della 13a edizione del MED PHOTO FEST 2021. La condizione umana e gli elementi più reconditi della società raccolti nei frame degli autori presenti in calendario da venerdì 17 ottobre a domenica 12 dicembre 2021. Il grande evento dedicato al medium fotografico tornerà ad animare le città di Catania, Caltagirone, Siracusa e Noto. Una serie di mostre personali, affiancate da un ricco programma di workshop, seminari, concorsi e incontri con gli autori, dislocate in sedi diverse come la Galleria di Arte Moderna del Comune di Catania, le Cucine dell’ex Refettorio (Aula Magna) e il Coro di Notte dell’ex Monastero dei Benedettini - sede del dipartimento Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Catania - il Museo Diocesano di Caltagirone, i Bassi di Palazzo Ducezio di Noto e la Fototeca siracusana. Un percorso esplorativo per immagini celebrato dal più potente mezzo di comunicazione del nostro tempo, la fotografia.


pittura

salvatore santoddì

di Salvatore Santoddì

24 settembre | 10 ottobre 2021

Un percorso all'inverso dove dal libro nasce la mostra! Si tratta di 14 opere dell'artista Salvatore Santoddì, scelte tra quelle pubblicate nel suo recente libro che racconta la sua vita, il suo pensiero e la sua arte, edito da "L'Inedito Letterario". Ancora abbastanza giovane per parlare di un'antologica, la mostra allestita nella Sala dei Paramenti del Museo diocesano mette tuttavia in risalto i diversi periodi di produttività dall'Artista, che parte dalle cromie molto calde e tenui del primo periodo, attraversando soggetti paesaggistici e scorci di vita quotidiana, per arrivare alle tinte accese dei nudi della fase contemporanea fortemente simbolica, lasciando trapelare la sensibilità umana e spirituale di Santoddì, che si ritrae in alcune delle opere in mostra.


disegno

mind games two

di Benedetto Tartamella

18 settembre | 3 ottobre 2021

Nella cornice suggestiva e accogliente del Chiostro del Palazzo Vescovile il prossimo 18 settembre alle ore 18:30, alla fine della presentazione del libro "Fiori nel deserto", verrà inaugurata la mostra di Benedetto Tartamella dal titolo “MIND GAMES TWO” a cura di Nancy La Malfa.
Quindici opere dell’Artista palermitano allestite all’interno della sezione degli Argenti del Museo, in dialogo con gli oggetti creati per il culto e la liturgia, a sottolineare come la vita di fede non si distanzia affatto dalla vita concreta delle persone, fatta di segni esteriori e di interiorità.
L’evento inaugurale sarà presentato da don Fabio Raimondi, alla presenza della curatrice Nancy La Malfa e dell’Artista Benedetto Tartamella. Seguirà la visita guidata dall’Autore.
La presentazione della mostra sarà in diretta streaming sul canale YouTube della Diocesi di Caltagirone a cura dell’Ufficio diocesano per le Comunicazioni Sociali, diretto da don Michelangelo Franchino.
FOTOGRAFIA D'AUTORE

monaxiá
MASCHILI SOLITUDINI OLTRE LE PAROLE

18 LUGLIO | 26 SETTEMBRE 2021

La Diocesi di Caltagirone, attraverso il progetto MAB che vede coinvolte gli Istituti culturali diocesani (Museo, Archivio e Biblioteca), propone per il periodo estivo la mostra MONAXIÁ. Maschili solitudini oltre le parole di Giovanni Canfailla.  
In un tempo come quello che stiamo vivendo in cui si può essere in contatto con familiari, amici e conoscenti anche a distanza attraverso le tecnologie multimediali, nonostante si sia incrementato in maniera significativa il ventaglio delle connessioni tra le persone, si registra ancora tanta solitudine spesso celata dietro l’apparenza di una forza e benessere che non corrispondono alla realtà della vita. È certamente il caso di molti uomini che vivono il disagio della perdita del lavoro, del dramma delle separazioni, di abbandoni, tradimenti o ancora di discriminazioni per l’orientamento sessuale: riflettere su questo tema è lo scopo degli scatti del fotografo Calatino.
«Attraverso la Fotografia, linguaggio universale della famiglia umana — sottolinea Canfailla autore delle foto in mostra — si possono condividere speranze ma anche disperazioni altrui, per diventare testimoni consapevoli dell’umanità e della disumanità. Una chiave di lettura dell’uomo dei nostri giorni, più intima ed emozionale, per spingere il visitatore a riflettere sulla fragilità dei rapporti affettivi di questo secolo, con la speranza di poter abbattere certi stereotipi, distorti da canoni di forza e di prestanza, affinché tutti, uomini e donne, possiamo avere una concezione più profonda, etica e compassionevole nel modo di intendere e di vivere la relazionalità e la sessualità, in quanto tutti appartenenti, con la medesima dignità al genere umano».
La mostra fotografica MONAXIÁ allestita nella Cappella neogotica del Museo diocesano sarà inaugurata domenica 18 luglio 2021 alle ore 20:30 presso il Chiostro del Palazzo Vescovile. L’evento inaugurale che si pone proprio come anticipazione e introduzione emotiva alla mostra vede un Reading di Enzo Mauro su un testo a cura di Francesco Failla, direttore dell’Archivio e Biblioteca diocesani, accompagnato dalle suggestive sonorità del music performer Steev Lemercier.
Saranno presenti il Vescovo di Caltagirone Calogero Peri, il Sindaco di Caltagirone Gino Ioppolo, l’artista Giovanni Canfailla e Domenico Amoroso che interviene con un testo critico. Presenta Don Fabio Raimondi, direttore del Museo diocesano.

 

med photo fest 2020


fotografia e solidarieta'

In un tempo di chiusure causate dall’emergenza sanitaria in corso, il Museo diocesano vuole essere un segno di speranza ospitando la dodicesima edizione del Med Photo Fest organizzata dall’Associazione culturale Mediterraneum, che sceglie la Cappella neogotica come sede principale del Festival.

Fotografia e Solidarietà” il titolo di questa XII edizione che raccoglie un progetto di Maurizio Galimberti dedicato alla bellezza femminile dal titolo “La Carezza”. Così recita il comunicato stampa del progetto originario: «Riutilizzare le immagini per inserirle in un nuovo contesto che ne cambi il significato: da qui è partito Maurizio Galimberti, instax Ambassador e icona della fotografia istantanea globale, per trarre ispirazione per questa mostra realizzata insieme a Fujifilm, leading player nella mammografia digitale, nell’ambito dei suoi progetti di divulgazione e di sensibilizzazione sulla prevenzione del tumore al seno e della campagna “Never Stop”».

Insieme alle opere di Galimberti, le sale Argenti e Paramenti del museo ospiteranno la “Mediterraneum Collection” dell’Associazione catanese che mostra gli scatti di tanti fotografi che amano la nostra Isola e che hanno fatto da protagonista nella raccolta fondi a vantaggio delle famiglie e delle persone sole, che si trovano in difficoltà a causa dell’emergenza Covid-19 e del conseguente disagio economico.

«La foto d’Autore — afferma don Fabio Raimondi, direttore del Museo diocesano — ormai da anni è entrata a far parte delle proposte culturali del nostro Museo. Essendo espressione di “istanti di vita” catturati nello spazio e nel tempo per raccontare l’esistenza attraverso sfaccettature che ne esprimono tutta la sua concretezza, il Med Photo Fest si sposa molto bene con il progetto culturale diocesano che ha come priorità la cura pastorale della persona umana, come si può chiaramente dedurre dal titolo scelto per questa dodicesima edizione del Festival»


La presentazione e inaugurazione delle mostre con la partecipazione di Maurizio Galimberti, sarà trasmessa in diretta streaming sabato 12 dicembre alle ore 12,00 sul canale YouTube della Diocesi di Caltagirone.

Il link per il collegamento sarà postato sul sito della pagina Facebook della Diocesi trenta minuti prima dell’inizio della diretta.

fotografia d'autore

la carezza

Il progetto “La Carezza” realizzato per la campagna “NEVER STOP” di Fujifilm dall’artista Maurizio Galimberti esposto al Med Photo Fest

12 dicembre 2020 | 31 gennaio 2021

Prorogata fino al 12 marzo 2021

 “La Carezza”, rilettura a cura di Maurizio Galimberti di alcune immagini femminili iconiche realizzate nella prima metà del ‘900 dagli autori Paul Outerbridge e Man Ray, in chiave contemporanea a voler rievocare la bellezza delle donne senza tempo, sarà ospite del Med Photo Fest dal 12 dicembre sino a fine gennaio in tre location: prima presso la Cappella Neogotica del Museo Diocesano di Caltagirone e successivamente negli spazi espositivi della Galleria d’Arte Moderna di Catania e della Fototeca di Siracusa. Il festival è un evento internazionale dedicato alla fotografia d’autore diffuso tra Catania, Caltagirone e Siracusa giunto alla dodicesima edizione.


fotografia d'autore

settantacinque foto per l'emergenza covid-19

Mediterraneum Collection

12 dicembre 2020 | 31 gennaio 2021
Prorogata fino al 5 marzo 2021
pittura

benedetto poma
la teoria delle trasparenze

Antologica
a cura di Carmen Bellalba

23 luglio 2020 | 07 novembre 2021

Dalla Tavola di Vrancke Van der Stockt al Silenzio di Dio di Benedetto Poma, il passo è breve. Un incontro fortunato fra la celeberrima opera fiamminga Il Trono di Grazia — oggi custodita al Museo Diocesano di Caltagirone — e il maestro Poma che ne trae ispirazione per Il Silenzio di Dio.

Ne nasce, quasi come una logica conseguenza l’opera ultima, solo in ordine di tempo dell’artista catanese. Il Silenzio di Dio è quasi l’alter ego (se si vuole azzardare il termine), la parola successiva, del Trono di Grazia e non una mera ripresa di essa stessa.

Dal trono in cui siede glorioso nella Tavola di Van der Stockt, Dio adesso, nell’opera di Poma si ritrae, arretra, sparisce, non è più a reggere quel figlio appena sacrificato per il mondo. Tace Dio, nel fragore di un mondo scomposto, impazzito, ma la sua corona regale è lì sospesa a ricordare la sua eterna maestà e misericordia. La corona di Dio che si contrappone alla corona di spine di Cristo, corona del patimento ed emblema del potere salvifico scaturito dal sacrificio.

Da questa meravigliosa conversazione senza tempo le due opere s'incontrano formando un ponte immaginario fra ieri e oggi, tra il mondo com’era e com’è.
Da tutto ciò nasce l’idea di incorniciare il Silenzio di Dio con una antologica sulla lunga carriera del maestro Poma. Attraverso l’esposizione di alcune delle opere più rappresentative al fine di accompagnare lo spettatore alla conoscenza dell'incredibile parabola artistica di uno dei più significativi artisti del nostro panorama culturale.

Carmen Bellalba


Fotografia d'autore

Oltre

di Salvatore Piluso
a cura di Federica Alba Di Raimondo

21 dicembre 2019 | 5 luglio 2020

La mostra Oltre di Salvatore Piluso a cura di Federica Alba, che così afferma: «La fotografia di Salvatore Piluso, dal 21 Dicembre per la prima volta in una personale al Museo Diocesano di Caltagirone, dopo le capillari e recenti esperienze allestite nella sua giovanile Bologna, possiede il magnetismo della Geografia e la deflagrazione della Storia: attraverso il suo obiettivo ci restituisce la misura della Contemporaneità».

Alla presentazione sono intervenuti l’artista e la curatrice che hanno introdotto alla visita della mostra.

Pittura

dialogo

Le porte del Mediterraneo
di Lucia Stefanetti

14 dicembre 2019 | 12 gennaio 2020

Dopo le esposizioni realizzate nelle diocesi di Agrigento e di Acireale, la mostra Dialogo. Le Porte del Mediterraneo dell’artista Lucia Stefanetti approda a Caltagirone il 14 dicembre presso la Quadreria del Museo diocesano. La mostra si colloca come esperienza di ecumenismo in cui le tre religioni monoteiste si pongono come opportunità di approfondimento e riflessione, proponendo una possibile alternativa di dialogo affidata alle donne.

All’inaugurazione è stata presente l’artista, autrice dell’opera.

Presepe artistico

Stupor firmamenti

Allestimento del Presepe di Bongiovanni Vaccaro

6 dicembre 2019 | 12 gennaio 2020

La mostra dal titolo Stupor firmamenti è dedicata al Presepe allestito attraverso un concept del tutto innovativo. Le statuette in terracotta del Bongiovanni Vaccaro, infatti, sono allestite all’interno della suggestiva cornice della Cappella neogotica. Un percorso in cui l'annuncio degli angeli ai pastori ci spinge a destarci per osservare il cielo. Sarà la luce delle stelle a condurci nella ricerca del Dio-Bambino attraverso un’esperienza visiva, in cui si alternano opportunità di ascolto, di silenzio e introspezione. All’inaugurazione sono intervenuti il Vescovo di Caltagirone Mons. Calogero Peri, l’Assessore alla Cultura Antonino Navanzino e Giacomo Vaccaro, uno degli eredi della famiglia degli artisti calatini autori di molte delle opere presenti nel nostro territorio.

Medphotofest 2019

12 ottobre | 28 novembre 2019

Sicilia Imago Mundi

Il MED PHOTO FEST è un evento dedicato all’arte fotografica che dà spazio sia ad artisti affermati, fotografi professionisti, che ad autori emergenti. Nel giro di pochi anni si è imposto all’attenzione degli esperti del settore ritagliandosi un importante spazio nel panorama nazionale dei festival e dei grandi eventi nazionali dedicate all’arte fotografica. Oggi sempre più seguito e condiviso, grazie anche alla facilità di accesso che le nuove tecnologie digitali permettono, il MED PHOTO FEST mira a consolidare il proprio percorso non solo in termini di numeri ma soprattutto nella qualità dell’offerta garantita dall’autorevole direzione artistica di Vittorio Graziano che ha consentito alla manifestazione di ampliarsi in visibilità e consensi, nonché di pregiarsi della presenza di autorevoli firme del mondo della fotografia.


Fotografia digitale

lines of communication

La via dello Spirito

di Eva

6 aprile | 31 maggio 2019
La mostra dell’artista russa EVA da il via alle attività espositive del 2019 presso il Museo Diocesano.
Giocando con la scomposizione delle forme EVA ci porta oltre la soglia dell’apparenza per entrare in profondo contatto con le immagini. Le ventiquattro opere esposte nella Cappella neogotica, in un alternarsi di luci e ombre, lasciano intendere chiaramente la ricerca del Bello da parte dell’artista, che esprime attraversando e andando a toccare molti generi, dalla pittura al disegno, dalla scultura alla fotografia, i video e la gestione dei suoni.
L’artista russa EVA rappresenta una eccellenza nel panorama degli artisti emergenti nell’arte contemporanea internazionale.

presepe artistico

'u bamminu

Allestimento del Presepe di Bongiovanni Vaccaro
a cura di Sikelia Turismo

3 dicembre 2018 | 31 gennaio 2019

Lunedì 3 dicembre alle ore 19 è stata inaugurata, con una visita guidata a cura di Piero Pitrolo Gentile, la mostra " 'u Bamminu", una installazione artistica di Bongiovanni Vaccaro arricchita da un percorso iconografico sulle origini e le peculiarità artistiche del presepe a Caltagirone.  E' un viaggio nella cultura del territorio, in quell'arte del presepe che ha reso Caltagirone famosa nel mondo.
A seguire  "Le antiche nenie", un breve viaggio tra cultura e tradizione, musica e luoghi, sogni e realtà legati alle ninne nanne, a cura di Giuseppa Alma, psicologa e psicoterapeuta. Subito dopo un momento musicale dedicato a ninne nanne scelte nel rispetto del tema e del luogo a cura dei fratelli Emanuele e Francesco Bunetto, dell'Associazione EMA.


collage analogico

kind

La società contemporanea nei volti dei bambini

di Demetrio Di Grado

24 novembre 2018 | 6 gennaio 2019
Collages che parlano, carte che ospitano volti di bambini pronti ad affermare concetti intensi della vita sociale ma con la forza e la leggerezza dell'infanzia. Sono le opere del palermitano Demetrio Di Grado, classe '76 e calatino di adozione, che compongono la personale Kind dal 24 novembre al 6 Gennaio 2019 presso il Museo Diocesano di Caltagirone.
In Kind, scrive il curatore Francesco Piazza nel testo che accompagna la mostra, "il collage analogico di Di Grado compie un salto indietro nel tempo. Recupera il valore manuale e operoso dell'arte povera, per comporre immaginarie quinte sceniche di quel teatro che è la vita. Egli ferma il tempo e afferma il suo personale messaggio di denuncia. Coprendo gli occhi dei personaggi di questo tempo sospeso e trasformandoli in superfici su cui scrivere, decide di consegnare ai bambini i pensieri più importanti".
Tra il pop, il vintage e il concettuale, in mostra ci saranno più di 20 opere dell'artista che si è fatto strada nel panorama nazionale della street art.


Maioliche

Yehshuah

di Raffaele Boselli

17 novembre 2018 | 31 gennaio 2019

Il 17 novembre presso le sale espositive del Museo Diocesano di Caltagirone, è stata inaugurata la mostra personale del maestro Raffaele Boselli, nativo proprio del capoluogo calatino. La mostra è stata già ospitata a Bergamo, Roma e Betlemme.
Raffaele Boselli ha trascorso la sua vita in un percorso di ispirazione spirituale che, attraverso una magistrale manualità, plasma l'arte. Nella sua carriera si è dedicato alla creazione di presepi e figurini di ogni materiale e di diverse misure.
Nel 1993 gli venne consegnata la targa di "Ambasciatore in Italia e nel Mondo della tradizione presepistica di Caltagirone".
Considerato uno fra i maggiori presepisti italiani, è stato insignito della Medaglia Pontificia (1995) e di quella della Presidenza della Repubblica (1997).
La rassegna inaugurata a Caltagirone porta il titolo di "Yehshuah": un nome - spiegano gli organizzatori - che "affonda le sue radici nella tradizione semitica e che realizza storicamente il significato che porta in sé. La Parola che si incarna nella materia ferita, come se volesse dire qualcosa di nuovo alla storia e sospendere per un istante la frenesia del vivere, permette di scorgere un particolare che altrimenti sarebbe sfuggito all'osservatore distratto: tra le figure sfocate l'occhio coglie la nitidezza dell'imprevedibile e all'improvviso giunge dritta al cuore la consapevolezza di essere amati, la percezione indiscutibile che, nonostante il nostro limite insuperabile, siamo importanti per Dio".


Plenitudo


Eumenidi

Due mostre per ripensare il paradigma Femminile

Plenitudo personale di Valeria Patrizi
Eumenidi 
 collettiva
a cura di Elisabeth Occhipinti

23 luglio | 28 ottobre 2018

 
Il Museo Diocesano di Caltagirone, sotto la Direzione di Don Fabio Raimondi e con la curatela di Elisabeth Occhipinti e Mario Luca Testa, ospiterà due mostre, una personale e una collettiva nel desiderio di offrire una visione articolata della varietà e complessità del paradigma femminile.

PLENITUDO
Riflessione della pittrice Valeria Patrizi attorno al potenziale creativo riservato alle donne: quello di essere madri. Una riflessione condotta attraverso la trasposizione pittorica di alcune delle figure femminili più emblematiche della storia: sono figure la cui maternità ci parla di storie d’amore lontane e di grandezza; il loro riaffiorare dalle tele grezze e macchiate evoca l’idea di voler slegare l’immaginazione da vincoli prestabiliti e offrire la possibilità di poter scoprire la propria verità in ogni opera. Ogni tela rivela la dedizione e il coraggio di essere madri universali, è frammento silenzioso dell’essenza dell’artista, espressione della complessità dei suoi desideri e delle sue intenzioni, tra l’essere e il voler essere.


EUMENIDI
Coro polifonico di 7 artiste coinvolte nel progetto e chiamate al ruolo di coreute: Ilde Barone, Mavie Cartia, Khadra Yusuf, Miriam Pace, Alessia Scarso, Manuela Vargetto e Luciana Perego. Chiamate a riflettere attorno ai temi della discriminazione delle donne nel lavoro, nel welfare, nelle relazioni, sino a spingere la narrazione nei meandri della violenza di genere, attraverso le loro opere e le loro riflessioni - raccolte in una video-intervista curata da Gxlab - abbiamo tentato una narrazione capace di sollecitare un proficuo interrogarsi e di sollevare una comune richiesta di risoluzione alle problematiche indagate. A venire espressa è l’essenza archetipica di maschile e femminile, che è parte integrante del nostro Sè e prescinde dal nostro essere uomini o donne. Lo spazio artistico, inteso come spazio interiore, è spazio sacro, di contatto e di nutrimento. Luogo libero dai condizionamenti, anche culturali, in cui si annullano tutte le differenze ed è possibile vedere emergere il nudo essere umano. Il tipo di rappresentazione che ne verrà, dipenderà dalle singole sensibilità, indipendentemente dall’essere uomini o donne. Per questo, lo spazio dell’arte, viene suggerito a chiunque come pratica privilegiata in cui ritrovare il contatto con se stessi.


Inoltre, un omaggio alla Tenda di Carla Accardi, una vera e propria installazione, accompagnerà la mostra. “Materia Viva”, l’opera che a essa si ispira, rende lo spettatore partecipe grazie alla sua performatività; rimanda alla possibilità di vivere lo spazio come situazione concreta in cui la trasparenza permette di vedere contemporaneamente dentro e fuori. Il Sé e l’Altro. Pone immediatamente dentro la problematicità della situazione: quella di uno spazio intimo e separato, ma aperto alla socialità e alla relazione, alla “viabilità” e alla contaminazione. Un invito allo spettatore a divenire protagonista della propria vita, a relazionarsi con il mondo portando il proprio segno e accogliendo i segni del mondo, e a fare di tutto ciò un’opera complessa e meravigliosa.


 

medphotofest 2018


12 maggio | 10 giugno 2019

transeuntes

Il MED PHOTO FEST 2018, il cui tema è “transeuntes”, verrà arricchito da iniziative culturali curate e realizzate per l’occasione nonché da eventi collaterali, quali l'Incontro con un Maestro Fotografo di rilevanza internazionale (nel 2009 è stata la volta di Ferdinando Scianna, nel 2010 quella di Gianni Berengo Gardin, nel 2011 quella di Franco Fontana, nel 2012 quella di Giuseppe Leone, nel 2013 quella di Nino Migliori, nel 2014 quella di Piergiorgio Branzi, nel 2015 quella di Mario Cresci, nel 2016 quella di Lisetta Carmi e nel 2017 quella di Francesco Cito) con l'assegnazione dell’annuale Premio Mediterraneum per la Fotografia d’Autore.

Nel corso della decima edizione del Med Photo Fest, il Premio Mediterraneum 2018 per la Fotografia d’Autore verrà assegnato al Maestro Frank Horvat, famoso artista di origini croate, residente in Francia, che parteciperà al festival presentando la sua mostra antologica dal titolo “Il mio Trittico”.

Hanno aderito alla rassegna, tra gli altri, presentando, una propria mostra personale, noti fotografi di livello nazionale e internazionale come Alex Majoli che presenterà con “Hotel Marinum”.

Presepe artistico

Presepe e poesia

Allestimento del Presepe di Bongiovanni Vaccaro
a cura di Mario Luca Testa

14 dicembre 2017 | 7 gennaio 2018

Il prezioso presepe ottocentesco in terracotta dipinta a mano, opera dell’artista Giuseppe Bongiovanni Vaccaro, di proprietà della Cattedrale di Caltagirone, era stato trafugato nel 2009 e ritrovato nel luglio del 2013 ad opera della Polizia Stradale di Caltagirone.

I "figurini" che lo compongono erano stati allestiti per la prima volta nella Mostra “Pro nobis Natus” realizzata presso il Museo diocesano durante le festività natalizie del 2013, facendo da fulcro a una serie di presepi di un collezionista calatino, esposti presso la Cappella Neogotica del Museo.

Il presepe è stato allestito con un nuovo concept, che lo inserisce entro un’ambientazione del tutto siciliana, nella cornice dei percorsi espositivi del Museo “Armonie Siciliane”.

Corredato da due testi del poeta Paolo Maura (1638-1711) sul Santo Bambino e sulla Vergine Maria, il percorso espositivo porta all’allestimento dei nove pezzi del capolavoro del Bongiovanni Vaccaro, che vede sullo sfondo una panoramica della città di Caltagirone tratta da una stampa antica. A sottolineare che la nascita del Signore è stato un fatto di cronaca, quattro tappe della vita della Vergine Maria precedenti alla nascita di Gesù, sono collocate lungo il percorso su un tappeto di quotidiani appositamente collocati per segnalare un sentiero da seguire.

 
Maiolica

armonia mediterranea

di Nicolò Morales
a cura di Giampaolo CAGNIN


10 dicembre 2017 | 6 maggio 2018

Il Museo Diocesano Caltagirone, volendo promuovere anche realtà del territorio, ha allestito una mostra dal titolo Armonia Mediterranea con opere di Nicolò Morales, “giovane artigiano molto artista” - come lo definisce il curatore Giampaolo Cagnin – capace di raccontare la propria esperienza umana e artistica, attraverso la vivacità di quelle originali cromie, rese ancora più valide per il superamento del suo daltonismo, proprio perché, piuttosto che vederli, Morales i colori li sente dentro. Anche in questo caso, puntando sulla qualità dell’offerta culturale, il Museo sta collaborando con Santino Carta, Presidente della Fondazione Pio Alferano Virginia Ippolito, per la realizzazione della mostra in Sicilia, già esposta a Castellabate in occasione del premio Pio Alferano 2017.


La mostra Armonia Mediterranea personale di Nicolò Morales realizzata con il patrocinio della Regione Siciliana Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo e del Comune di Caltagirone, è stata inaugurata il 10 dicembre 2017 alle ore 16:00 presso il Salone del Palazzo Vescovile alla presenza del Vescovo di Caltagirone Calogero Peri, del Sindaco di Caltagirone Gino Ioppolo, del prof. Vittorio Sgarbi, Assessore Regionale ai Beni Culturali e Identità Siciliana, di Santino Carta, Presidente della Fondazione Pio Alferano Virginia Ippolito e dell’artista Nicolò Morales.

 
pittura

Armonia dell'infinito

di Piero Guccione
a cura di Giuseppe Iannaccone


3 dicembre 2017 | 6 maggio 2018

Il Museo Diocesano Caltagirone, con l’idea di arricchire la sua offerta culturale e artistica ha deciso - dopo il successo ottenuto dalla mostra di Giovanni Iudice Il rumore del mare - di proseguire nel suo intento di promuovere l’arte siciliana contemporanea riconosciuta anche a livello internazionale, aprendo nuove possibilità di dialogo culturale e di promuovere quindi la mostra del Maestro Piero Guccione, Armonia dell’Infinito, artista riconosciuto in tutto il mondo.
Nelle tele di Piero Guccione, cielo e mare si incontrano, quasi si fondono, ma non si confondono. Le sue opere vanno contemplate e si rimane sedotti, ammaliati da un non so che di spirituale, che fa espandere il cuore fino a pervadere tutto il corpo.
Nel 1972 Leonardo Sciascia delle sue opere scrisse: “Il primo incontro con la pittura di Guccione produce l’impressione di una totale platitude. E abituati come siamo a una pittura che vuole essere altro (e magari tutto, tranne che pittura), un po’ stentiamo a riconoscerla, a riconquistare la nozione… Ma la bella pittura deve essere piatta, come voleva Degas (che la faceva); e la piattezza è divina – cioè peculiare alla pittura, essenza, necessità, ineffabilità – come commentava Valéry (che se ne intendeva)”.

La mostra ha raccolto 30 opere - tra cui anche qualche inedito - e ha raccontato il percorso artistico del Maestro dal 1962 al 2014. Passando attraverso i primi dipinti come Omaggio a F. Bacon, Giardino su muro giallo e A Lenin, alle rondini e alle bimbe bionde, arrivando poi ai dipinti maturi che quasi tolgono il fiato come Paesaggio di punta corvo prima del tramonto o Dopo il tramonto dove “Più che il mare nella sua naturalità è l’idea del mare che credo di proseguire con tutta la carica emozionale che promuove nelle sue infinite variazioni”. Arriviamo infine al 2014 - anno in cui ha realizzato il suo ultimo capolavoro - un’opera dolce dove è impossibile non perdersi con lo sguardo in un gioco di luci e di sublimi colori mai arrivati prima sulle sue tele. “La mano destra, quella che ho sempre utilizzato, non posso utilizzarla come vent’anni fa. Non perché sono invecchiato, ma perché la mano è l’impressione di una serie di impulsi che la mano registra. Gli impulsi” – conclude Guccione – “sono cambiati”. La mostra, con opere provenienti da tutto il territorio nazionale, avrà la direzione artistica di Don Fabio Raimondi, direttore del Museo Diocesano e sarà curata dall’Avvocato e Collezionista Giuseppe Iannaccone, uomo illuminato e di grande supporto che tra l’altro ha favorito, insieme al Presidente della Fondazione Pio Alferano Virginia Ippolito, il trasferimento della mostra di Castellabate presso il nostro museo e ad integrarla con ulteriori opere, tra cui qualche inedito, di importanti collezionisti siciliani.

Ad accompagnare la mostra è stato pubblicato un volume edito dal Museo Diocesano Caltagirone - Armonia dell’infinito - sotto la direzione artistica di Fabio Raimondi e la curatela di Giuseppe Iannaccone che raccoglierà le immagini delle opere allestite in mostra e testi dedicati alla vita e alla poetica dell’artista, nonché una breve biografia.


La mostra Armonia dell’infinito personale di Piero Guccione realizzata con il patrocinio della Regione Siciliana Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo e del Comune di Caltagirone, è stata inaugurata il 3 dicembre 2017 alle ore 18.30 presso il Salone del Palazzo Vescovile alla presenza del Vescovo di Caltagirone Calogero Peri, del Sindaco di Caltagirone Gino Ioppolo, dell’Avvocato Giuseppe Iannaccone, curatore della mostra, dell’artista Sonia Alvarez, compagna di vita di Piero Guccione, di Santino Carta, Presidente della Fondazione Pio Alferano Virginia Ippolito e del Prof. Paolo Nifosì, storico dell’arte.

Dopo gli interventi di introduzione alla mostra, presso il Chiostro del Museo vi sarà lo spettacolo Demetra realizzato dall’Associazione Danza Claudio Licciardi di Caltagirone.

 
pittura

il rumore del mare

di Giovanni Iudice
a cura di Giuseppe Iannaccone


22 luglio 2017 | 6 maggio 2018

La mostra del pittore Giovanni Iudice si pone come continuum della personale Il rumore del mare curata dal collezionista Giuseppe Iannaccone, che si è tenuta a Firenze presso il Palazzo Medici-Riccardi in occasione del ciclo delle rassegne artistiche de La Milanesiana 2017.
All’interno della suggestiva Cappella neogotica del Museo, la forza comunicativa delle opere viene supportata da un allestimento che fa entrare quasi concretamente nel dramma dei migranti, anche attraverso un’ambientazione simbolica del “barcone” in cui le opere sembrano quasi gli oblò di una nave stracolma di clandestini.
Mentre al suo esterno un’imponente e spigolosa istallazione contemporanea sembra prendere vita attraverso la proiezione di immagini simboliche e suggestive; al suo interno diventa “luogo” interattivo in cui è possibile “toccare” con mano l’esperienza della traversata mediterranea: la fisicità degli oggetti, i suoni, le luci fanno di fatti intraprendere un viaggio introspettivo, alla scoperta di nuovi orizzonti possibili di solidarietà umana.


La mostra realizzata con il patrocinio della Regione Siciliana Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo è stata inaugurata il 23 luglio 2017 alle ore 19:30 presso il Chiostro del Museo alla presenza del Vescovo di Caltagirone Calogero Peri, dell'Assessore regionale al Turismo Anthony Barbagallo, del Sindaco di Caltagirone Gino Ioppolo, dell’Avvocato Giuseppe Iannaccone, curatore della mostra e dell’Artista Giovanni Iudice, a ridosso della festività di San Giacomo patrono della Diocesi, che richiama un notevole flusso turistico.
Nell’arco di tempo dell’esposizione sono state organizzate altre iniziative culturali sul tema della mostra, come pure attività didattiche di laboratorio aperte non solo alle scuole ma anche a tutte le fasce di età.
In occasione della mostra è stato realizzato un nuovo catalogo scientifico delle opere esposte.

Teofanie

arcana coelestia

L'irruzione di Dio nella storia

a cura di don Fabio Raimondi

3 dicembre 2016 | 30 aprile 2017

Oltre al percorso museale, Arcana Coelestia accompagna il visitatore lungo un viaggio attraverso alcune delle teofanie dell’Antico e Nuovo Testamento, narrate dall’esposizione di opere popolari, tra cui un gruppo ligneo di un antico presepe della Cattedrale. Un video evocativo rimanda alla presenza di Dio nella vita di ogni uomo, tra passato e contemporaneità, aprendo una finestra introspettiva sull’orizzonte dell’eternità. Il percorso si conclude all’interno dell’alto volume a spirale posto a ridosso dell’uscita, in cui è determinante l’elemento sorpresa: un viaggio sensoriale alla scoperta del mistero del Natale del Signore, immergendosi in un’atmosfera suggestiva, per vivere un’esperienza straordinaria


Bicentenario

Un popolo peregrinante

La diocesi calatina e la sua storia

a cura di don Francesco Brancato

28 maggio | 13 novembre 2016




Inaugurata sabato 28 maggio 2016, alle ore 18:30, presso il Museo Diocesano di Caltagirone, la mostra dal titolo “Un popolo peregrinante. La Diocesi Calatina e la sua storia”. L’iniziativa, promossa nell’ambito del Bicentenario di erezione della Chiesa calatina, consiste in un video multimediale che a più registri e in un inquadramento tendenzialmente ampio, aiuterà a leggere la storia della diocesi contestualizzando ogni avvenimento all’interno di una time line bicentenaria.


fotografia d'autore

il tempo in posa

Immagini di vita siciliana tra 800 e 900

a cura di
don Fabio Raimondi, Sebastiano Favitta e Attilio Gerbino


13 dicembre 2014 | 31 gennaio 2015

È difficile oggi per noi, che soffriamo da un giorno all’altro le accelerazioni e i su e giù della storia, immaginare quale dovesse essere la vita di un borgo alla periferia del Regno, quasi un secolo fa, al tempo dei lampioni.

Gesualdo Bufalino (1920-1996), scrittore e a fiorista italiano


Il Museo Diocesano di Caltagirone con lo scopo di far conoscere e valorizzare la vita siciliana fra XIX e xx secolo presso i nostri spazi, presenta questa mostra fotografica dal titolo “Il tempo in posa. Immagini di vita siciliana tra 800 e 900” con le fotografie di Gioacchino Iacono Caruso e Francesco Meli Ciarcià.

l due autori, come descrive Gesualdo Bufalino autore dell’opera da cui è tratto il titolo della mostra, possono essere definiti tra i primi ad aver immortalalo la Sicilia di questo tempo. Come si nota nell‘opera di Bufalino, i due fotografi si preparano al nuovo secolo, appropriandosi del mezzo espressivo più moderno allora a disposizione. Ne risulta un patrimonio di parecchie centinaia di lastre, ritratti di familiari e contadini o altri personaggi quasi sempre sconosciuti personalmente dai fotografi.

Quello che notiamo attraverso le loro foto è li senso di un profondo rispetto nei confronti del soggetto nei confronti del soggetto fotografato, tanto che anche i più miserabili mantengono una loro dignità serena di fronte a un avvenimento così straordinario come quello di rimanere immortalati per la prima e, probabilmente, unica volta nella loro vita. Il soggetto principale di queste immagini e la famiglia con la sua rigida struttura gerarchica: “… La donna ad occhi bassi o levata in piedi accanto al marito superbo e seduto, par sempre aspetti una funzione subita e comprimaria“. Per una società va perdendo la propria memoria storico-familiare la fotografia si conferma come strumento portante e come stimolo.


terra cotta

Un corpo mi hai preparato

il mistero dell'uomo nel mistero di Dio fatto uomo

di Gianfranco Ridolfo
a cura di don Fabio Raimondi


7 dicembre 2014 | 15 marzo 2015

Questo il titolo della personale del maestro Gianfranco Ridolfo che in occasione della II edizione del "Natale al Museo" sarà inaugurata domenica 7 dicembre alle ore 16,30 all'interno della Cappella neogotica del Museo Diocesano Caltagirone.

La cerimonia di inaugurazione sarà aperta dai saluti di don Fabio Raimondi, direttore del Museo diocesano, seguirà un intervento di don Francesco Brancato, Vicario Episcopale per la cultura, le conclusioni sono affidate a S.E. mons. Calogero Peri, vescovo di Caltagirone.

Secondo don Francesco Brancato, "si tratta di una raccolta di opere dedicata al mistero del Natale, e quindi al mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio, alla maternità divina di Maria Vergine, alla famiglia di Nazareth, alla manifestazione di Cristo al suo popolo e a tutte le genti. Le sculture di Ridolfo, fatte di terra, di argilla, modellate dalle sue mani, rappresentano un immediato richiamo al gesto creatore di Dio che all’inizio di tutte le cose creò l’uomo dalla “polvere del suolo”, secondo il racconto di creazione del libro di Genesi (Gen 2,4b-25), e conservano la memoria della loro origine e del loro destino. In particolare, nel panorama degli artisti calatini Ridolfo rivela un approccio del tutto originale al Presepe, evidente specialmente nel suo sforzo di ricondurre le figure all’essenziale, attraverso pochi ma intensi tratti e segni, grazie all’armonia dei volumi, dei pieni e dei vuoti, all’attenzione per le espressioni e i gesti, in cui non è lasciato spazio al superfluo, ma soltanto alla testimonianza di una presenza che sfugge alla presa, di un anelito che si fa invocazione, di un grido che si fa preghiera. Anche il contesto in cui Ridolfo stabilisce le sue figure, Giuseppe, Maria, il Bambino, alcuni pastori e qualche angelo, sorprende per la sua straordinaria semplicità. A volte una pietra di arenaria, modellata o erosa dall’acqua o dal vento, oppure una radice di ulivo, ricca di passato e di futuro. Dalla visione dell’opera di Ridolfo, in cui viene denunciato il trauma della materia, la sua sofferenza, la sua ansia di redenzione, emerge anche la celebrazione della salvezza realizzata nel mistero del Dio fatto uomo, nel quale ogni uomo può trovare il senso definitivo della sua esistenza, della sua nascita e della sua morte."


Terra cotta

Eroi e antieroi

di Salvatore Scarlatella
a cura di don Fabio Raimondi

14 luglio | 31 ottobre 2014

In mostra al Museo Diocesano Caltagirone trenta opere dello scultore calatino Salvo Scarlatella che raccontano una lunga stagione creativa dell’artista, plasmata dal fascino ancestrale del mito, dalle grandiose azioni degli eroi e dalle ambizioni ironicamente frustrate degli antieroi.
Un ideale viaggio nel tempo che ripercorre epopea mitologica, leggenda e letteratura, nella fitta selva semiotica dell’immaginario occidentale, con incursioni nella sfera culturale contemporanea: uno sguardo amaro al mito ‘decadente’ degli artisti circensi e un approdo alla fantascienza delle saghe cinematografiche.
Oltre alla rassegna di eroi e antieroi profani — fra gli altri Achille, Ulisse, Lancillotto e Don Chisciotte — spiccano temi biblici e figure sacre: dalla Fuga in Egitto, attraverso i temi agiografici e soteriologici di san Giorgio e san Giacomo Maggiore, si giunge alla terribile visione dei quattro cavalieri dell’Apocalisse.
La visita sarà arricchita dalla possibilità di partecipare all’estrazione di un’opera simbolica dell’autore fra i biglietti emessi durante tutta la durata della mostra.


Costumi storici

habitus

di Angelo Butera
a cura di don Fabio Raimondi

6 aprile | 15 giugno 2014

Il Museo Diocesano Caltagirone inaugura l’offerta culturale per l’anno 2014 con una eccezionale rassegna espositiva: una mostra di oltre 30 costumi che narrano la storia della moda italiana ed europea dal Quattrocento alla Belle Époque, frutto di un felice connubio fra la perizia tecnica dei migliori atelier siciliani, specializzati nella manifattura del costume di scena, e una puntuale ricerca storica.

All'interno della mostra Habitus si può ammirare il costume che ricorda il nobile catanese Alvaro Paternò, senatore romano e anbasciatore presso i reali di Spagna, vissuto a cavallo tra il XV e XVI secolo.

Particolarmente elegante sebbene nella sua semplicità, con la variante della tonalità e di altri dettagli, cattura l'attenzione l'abito femminile che ripropone il personaggio di Angelica Sedara, protagonista del celebre romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo, e dell'omonimo film di Luchino Visconti.

Fra gli altri è possibile ammirare l’abito ispirato alla figura dell’avventuriero Giuseppe Balsamo (1743-1795), meglio noto come Conte di Cagliostro, novizio a Caltagirone presso il convento dei Fatebenefratelli nel 1756.

Artefice della ricca collezione di quasi 200 manufatti è il costumista Angelo Butera, che unisce alla passione per la sartoria d’arte – con prestigiose collaborazioni, dalla Casa d’Arte Peruzzi alla Sartoria Sorelle Ferroni, e un curriculum che vanta la partecipazione pluriennale al «Ballo del Doge» di Venezia – anche un forte impegno sociale a favore della ricerca medica, cooperando con il comitato catanese della Lega Italiana Fibrosi Cistica, a cui sarà devoluta una quota del biglietto d’ingresso della mostra.

Da qui anche la scelta del nome Habitus, inteso non solo come ‘abito materiale’, espressione di istanze culturali e sociali sempre mutevoli, ma anche come ‘abito mentale’, attitudine al bene comune che deve diventare una costante della nostra esistenza.


Presepi artistici

pro nobis natus

a cura di don Fabio Raimondi

6 dicembre 2013 | 12 gennaio 2014

All'interno del complesso seicentesco dei Frati Conventuali, nella splendida cornice della Cappella neogotica, una selezione di presepi dalla metà dell'800 sino ai nostri giorni offre l'opportunità irripetibile di rivivere una delle tradizioni artigianali più antiche della città.
Oltre venticinque capolavori di figurinai caltagironesi, provenienti da una collezione privata, tratteggiano un itinerario nella storia novecentesca del presepe in terracotta di Caltagirone.
Fulcro della mostra il pregevole gruppo ottocentesco, in terracotta dipinta, di Giuseppe Vaccaro Bongiovanni (1808-1889), maestro appartenente alla celebre famiglia di artisti. L'opera ‒ trafugata nel 2009 dalla Cattedrale e recuperata nel luglio scorso ‒ si compone di nove figure e rappresenta uno dei più alti esempi d'arte ceramica siciliana, che viene ora restituita alla fruizione e all'ammirazione del pubblico.


ceramica e acquaforti

Picasso | Pan Lusheng:
dialogo con la ceramica

a cura di Annamaria Orsini e Vincenzo Sanfo


28 luglio | 22 settembre 2013

Picasso si accosta alla ceramica in piena maturità artistica, ormai sessantenne, rivisitando alla sua maniera l’arte dei vasi in terracotta che nella penisola iberica subisce le influenze di culture “altre” rispetto a quella europea: il mondo islamico e nord africano e le Americhe di Cristoforo Colombo.Lo testimonia il termine che in spagnolo designa l’arte di “fare vasi”: alfareria dall’arabo fahhâr, terra, fango, a sua volta dall’ebraico hhafar, terra. Nella Bibbia è Dio il grande e sommo “ceramista” che modella e dà vita alla creta umana. E nelle mani del grande genio iberico i vasi in ceramica diventano volti, uccelli, pesci. A sua volta Pan Lusheng eredita una tradizione millenaria che ebbe nella porcellana “bianca e blu” della dinastia Ming (1368-1644), il suo apice. Lusheng, che è nato a Han nel 1962 ed è presidente dell’Università d’Arte e Design di Shandong e membro del comitato direttivo dell’Associazione Artisti cinesi e dell’Associazione cinese di Arti e Mestieri, grazie anche alle conoscenze acquisite durante i suoi studi di antropologia, rinnova profondamente l’arte della ceramica, “graffiando” con i suoi virtuosismi tecnici i suoi vasi, quasi a volerne sprigionare l’energia nascosta. «Pan Lusheng, con la sua libertà d’espressione – spiega il prof. Vincenzo Sanfo che assieme a  Annamaria Orsini ha curato l’allestimento della mostra – ha fatto come Picasso e ha stravolto, rileggendola a suo modo, la decorazione della ceramica moderna in Cina che, dopo di lui, non sarà più la stessa, come è stato per Picasso a Vallauris». L’idea dei curatori è stata quella di mettere a confronto l’esperienza di due grandi maestri che, attraverso la ceramica, hanno trasformato le economie e la storia di due città distanti tra loro, ma pervase dallo stesso spirito: Vallauris in Francia e Zibò in Cina. «Caltagirone si pone, con questa iniziativa, – ha concluso Sanfo - fra queste due capitali della ceramica».


maiolica artistica

dal buio alla luce

di Antonella Ferrisi
a cura di don Fabio ìRaimondi


20 luglio | 30 settembre 2012

Il Museo Diocesano Caltagirone voluto per la cura, conservazione, promozione e fruizione del patrimonio artistico, espressione viva della storia ecclesiale del nostro territorio, fin dalla sua apertura avvenuta tre anni fa, si occupa non solo di far conoscere attraverso l’arte sacra in quanto tale la storia di un passato più o meno lontano, ma si apre anche all’arte contemporanea, a quelle espressioni artistiche che richiamano il “sacro” attraverso percorsi che parlano della storia tra Dio e le sue creature, che parlano cioè di come il messaggio del Vangelo si incarni nella vita concreta delle persone.

In questo contesto si colloca la scelta di accogliere la personale dell’artista emergente Antonella Ferrisi, “Dal Buio alla Luce”. La mostra, che è anche il frutto di una attenta e discreta collaborazione con il Museo Diocesano, già dal titolo lascia percepire la fatica e la gioia di comunicare e condividere attraverso la plasticità delle opere un vissuto carico di “esperienza”, una storia d’amore tra Dio e l’uomo: il visitatore attraverso i sensi, quasi per mano viene così accompagnato a ricalcare le orme di un percorso, che dal buio del limite umano giunge alla contemplazione del Mistero, capace di illuminare anche gli angoli più nascosti dell’esistenza umana.

caolino artistico

presepi

di Dino Cunsolo
a cura di don Fabio Raimondi

24 dicembre 2011 | 29 aprile 2012

La scultura di Dino Cunsolo comunica un senso di rassicurazione, di conosciuto, di riconoscibile. Deriva dall'incontro con la bellezza delle forme, la sapienza della tecnica, l'equilibrio delle proporzioni. Dino Cunsolo è uno scultore vero, che plasma le sagome e definisce i contorni con grande perizia. Quello di Cunsolo è un sacro più della Passione che della Resurrezione, ancora più del Corpo che dell'Anima, dove la plasticità è un punto di partenza, una sorta di proiezione verso l'alto, di spinta, di slancio. Lo stesso caolino, impiegato nella maggior parte delle opere, il suo biancore compatto e surreale, dona alle sculture una sacralità senza compromessi e senza accomodamenti.

Beatrice Buscaroli