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MUSEO DIOCESANO CALTAGIRONE


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TERRA COTTA

Un corpo mi hai preparato

il mistero dell'uomo nel mistero di Dio fatto uomo

di Gianfranco Ridolfo

a cura di don Fabio Raimondi


7 dicembre 2014 | 15 marzo 2015

Questo il titolo della personale del maestro Gianfranco Ridolfo che in occasione della II edizione del "Natale al Museo" sarà inaugurata domenica 7 dicembre alle ore 16,30 all'interno della Cappella neogotica del Museo Diocesano Caltagirone.

 

La cerimonia di inaugurazione sarà aperta dai saluti di don Fabio Raimondi, direttore del Museo diocesano, seguirà un intervento di don Francesco Brancato, Vicario Episcopale per la cultura, le conclusioni sono affidate a S.E. mons. Calogero Peri, vescovo di Caltagirone.

 

Secondo don Francesco Brancato, "si tratta di una raccolta di opere dedicata al mistero del Natale, e quindi al mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio, alla maternità divina di Maria Vergine, alla famiglia di Nazareth, alla manifestazione di Cristo al suo popolo e a tutte le genti. Le sculture di Ridolfo, fatte di terra, di argilla, modellate dalle sue mani, rappresentano un immediato richiamo al gesto creatore di Dio che all’inizio di tutte le cose creò l’uomo dalla “polvere del suolo”, secondo il racconto di creazione del libro di Genesi (Gen 2,4b-25), e conservano la memoria della loro origine e del loro destino. In particolare, nel panorama degli artisti calatini Ridolfo rivela un approccio del tutto originale al Presepe, evidente specialmente nel suo sforzo di ricondurre le figure all’essenziale, attraverso pochi ma intensi tratti e segni, grazie all’armonia dei volumi, dei pieni e dei vuoti, all’attenzione per le espressioni e i gesti, in cui non è lasciato spazio al superfluo, ma soltanto alla testimonianza di una presenza che sfugge alla presa, di un anelito che si fa invocazione, di un grido che si fa preghiera. Anche il contesto in cui Ridolfo stabilisce le sue figure, Giuseppe, Maria, il Bambino, alcuni pastori e qualche angelo, sorprende per la sua straordinaria semplicità. A volte una pietra di arenaria, modellata o erosa dall’acqua o dal vento, oppure una radice di ulivo, ricca di passato e di futuro. Dalla visione dell’opera di Ridolfo, in cui viene denunciato il trauma della materia, la sua sofferenza, la sua ansia di redenzione, emerge anche la celebrazione della salvezza realizzata nel mistero del Dio fatto uomo, nel quale ogni uomo può trovare il senso definitivo della sua esistenza, della sua nascita e della sua morte."

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