© 2020 Diocesi di Caltagirone

a cura di
don Fabio Raimondi, Sebastiano Favitta e Attilio Gerbino
13 dicembre 2014 | 31 gennaio 2015
È difficile oggi per noi, che soffriamo da un giorno all’altro le accelerazioni e i su e giù della storia, immaginare quale dovesse essere la vita di un borgo alla periferia del Regno, quasi un secolo fa, al tempo dei lampioni.
Gesualdo Bufalino (1920-1996), scrittore e a fiorista italiano
Il Museo Diocesano di Caltagirone con lo scopo di far conoscere e valorizzare la vita siciliana fra XIX e xx secolo presso i nostri spazi, presenta questa mostra fotografica dal titolo “Il tempo in posa. Immagini di vita siciliana tra 800 e 900” con le fotografie di Gioacchino Iacono Caruso e Francesco Meli Ciarcià.
l due autori, come descrive Gesualdo Bufalino autore dell’opera da cui è tratto il titolo della mostra, possono essere definiti tra i primi ad aver immortalalo la Sicilia di questo tempo. Come si nota nell‘opera di Bufalino, i due fotografi si preparano al nuovo secolo, appropriandosi del mezzo espressivo più moderno allora a disposizione. Ne risulta un patrimonio di parecchie centinaia di lastre, ritratti di familiari e contadini o altri personaggi quasi sempre sconosciuti personalmente dai fotografi.
Quello che notiamo attraverso le loro foto è li senso di un profondo rispetto nei confronti del soggetto nei confronti del soggetto fotografato, tanto che anche i più miserabili mantengono una loro dignità serena di fronte a un avvenimento così straordinario come quello di rimanere immortalati per la prima e, probabilmente, unica volta nella loro vita. Il soggetto principale di queste immagini e la famiglia con la sua rigida struttura gerarchica: “… La donna ad occhi bassi o levata in piedi accanto al marito superbo e seduto, par sempre aspetti una funzione subita e comprimaria“. Per una società va perdendo la propria memoria storico-familiare la fotografia si conferma come strumento portante e come stimolo.

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