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MUSEO DIOCESANO CALTAGIRONE


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COLLAGE ANALOGICO

NESSUNA FINE

di Demetrio Di Grado

a cura di Francesco Piazza
Direzione artistica di Fabio Raimondi

CAPPELLA NEOGOTICA
14 DICEMBRE 2024 | 02 MARZO 2025

PROROGATA FINO AL 27 APRILE

 

L’esposizione, ambientata in uno spazio di profonda suggestione spirituale, invita a riflettere sulla ciclicità del tempo, sulla resilienza collettiva e sulle possibilità di rinascita insite in ogni apparente conclusione.  

 

“Il tempo non è lineare ma ciclico; ciò che consideriamo una fine è solo un inizio travestito da conclusione,” sottolinea il curatore Francesco Piazza, ispirandosi a Gaston Bachelard. Questo pensiero guida una mostra che esplora l’eternità come esperienza quotidiana, in cui il passato, frammentato e rielaborato, diventa una lente per leggere il presente. Le opere di Di Grado, concepite appositamente per questa occasione, si configurano come preghiere laiche, specchiando il dramma della contemporaneità e offrendo uno spiraglio di speranza e rinascita.

 

"In questa mostra il linguaggio di Demetrio Di Grado raggiunge una dimensione più intima e riflessiva. L’artista sperimenta materiali preziosi e inediti, che si intrecciano nelle sue composizioni come frammenti di una narrazione simbolica, conferendo alle opere una qualità quasi rituale. Ogni lavoro, creato in dialogo con lo spazio espositivo, amplifica il valore simbolico delle composizioni e riflette una tensione tra memoria, rinnovamento e indagine interiore."

FRANCESCO PIAZZA
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curatore

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#demetriodigrado

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Dopo un trascorso nella cultura hip hop, nei primi anni 2000 Demetrio Di Grado (Palermo, 1976) rimane affascinato dall’arte e in particolar modo dalla pittura. Nel 2012 ha fondato l’associazione ManSourcing, con cui ancora oggi promuove numerose attività socio-culturali e festival di arte urbana.

 

Nel 2016 ha rivoluzionato la sua idea di fare arte, dedicandosi pienamente alla tecnica del collage che più lo rappresenta. Ha così iniziato a tagliare, incollare, assemblare immagini che trae perlopiù da riviste pubblicate tra gli anni ’30 e gli anni ’60 del Novecento, e che cerca con piglio da archeologo. Immagini dense di poesia e nostalgia, che evocano anni di cambiamento, rinascita, speranza, e che nei suoi lavori restano intatte nella loro identità ma ri-contestualizzate in un processo di attualizzazione semantica.

 

Al centro del suo interesse, la figura umana.

 

Uomini, donne, bambini, con gli occhi coperti da una frase che definisce il senso dell’opera: un messaggio che attraversa il tempo fino a raggiungere il nostro presente.

 

Occhi che parlano. La sua firma.

Numerose le partecipazioni a mostre, festival e vari eventi di respiro nazionale e internazionale.

 

Tra le principali e più recenti esposizioni si citano le personali: a Catania (KoArt, dal 2018 al 2024) Milano (Spazio Marset, 2022) e in Norvegia (Scandinavian Collage Museum, 2020) a Caltagirone (Museo Diocesano, 2018). 

 

  Le collettive ad Atene (The Blender Gallery, 2022), Roma (Galleria Rosso20sette, 2022), Palermo (Museo Riso, 2021), Varsavia (International Collage Art, 2020 e 2019), Catania (Palazzo della Cultura, 2020), Edimburgo (Vinylism Event Collage, 2018).

 

Tra i festival invece Mosca (Cut and Glue Fest, 2021), Bruxelles (Collagist Festival, 2019), Città del Messico (Paste Up Festival, 2019).

 

Ospite presso Dior boutique Venezia e Firenze 2024 e per il TodayApple a Catania 2020 e 2023.

 

Le sue opere decorano i muri delle principali città italiane ed europee, tra cui Roma, Milano, Parigi, Berlino, Lisbona, Basilea, Atene, Sofia, Copenaghen, Budapest, Nantes e Valencia.  

 

Vive e lavora a Caltagirone (CT).

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