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19 DICEMBRE 2021 | ORE 17:30
CAPPELLA NEOGOTICA DEL MUSEO DIOCESANO
"A partire dagli scritti che Sturzo dedica alla Divina Commedia, da lui stesso definita come la più singolare tra le opere d’arte del genio umano, è stata pensata una mostra in cui le “parole dantesche” del sacerdote di Caltagirone introducono opere d’arte contemporanea in ceramica e pittoriche. Le sculture appositamente realizzate dall’artista Santina Grimaldi capace di plasmare la materia in forme visionarie e oniriche, sono accostate alle opere pittoriche di Emanuele Guzzardi che, con i suoi linguaggi astratti, fa immergere nell’immaginario che oltrepassa la stessa cifra dantesca, lasciando che il visitatore entri direttamente in relazione con le opere e con quello che esse vogliono comunicare."
"Le riflessioni che Sturzo dedica a Dante non sono mai occasionali digressioni ma attraversano gran parte del pensiero e dell’ideologia del sacerdote calatino. L’amore per la patria, la dura esperienza dell’esilio, i rapporti tra potere temporale e potere spirituale, la poesia come sublime arte per rappresentare la perenne universalità dell’uomo, sono temi danteschi che Sturzo riprende spesso nei sui scritti (La vera vita, Problemi spirituali del nostro tempo, Chiesa e Stato) e nei carteggi con il fratello Mario, fino a dedicare ben tre saggi, di cui uno in inglese, alla propria visione della poesia della Divina Commedia. Conoscere questi scritti ci consente di comprendere più a fondo la straordinaria fecondità e il vigore intellettuale di Luigi Sturzo."

direttore del Museo

direttore Archivio e Biblioteca
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